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L’acqua è un bene comune, prezioso e libero. Non un privilegio per pochi.

L’acqua è un bene comune, prezioso e libero. Da tempo le pressioni sono forti, e sostenute dalle istituzioni governative, affinché esso si trasformi in un iniquo privilegio per pochi. La corsa alla privatizzazione è cominciata; la campagna SALVA L’ACQUA del Forum italiano dei movimenti per l’acqua è l’ennesima levata di scudi in difesa del diritto del cittadino all’acqua potabile e libera.

In quasi tutta Europa la privatizzazione si è bloccata o addirittura, come succede in Francia, è in atto un processo di ripubblicizzazione. La Svizzera ha dichiarato l’acqua e le reti idriche monopolio di Stato, non suscettibile di privatizzazione. Il Belgio ha fatto una legge per cui tutti i rubinetti vengono gestiti da SpA “in house”, ovvero il cui pacchetto azionario è TUTTO in mano ai Comuni. Gli USA rifiutano di privatizzare la gestione delle reti idriche locali che restano salde in mano ai Municipi. In tutta l’America latina poi è in atto un grande laboratorio sui beni comuni. In Uruguay, Bolivia, Ecuador e ora Cile i parlamenti cambiano addirittura le Costituzioni per affermare tali principi. Da ricordare che in Cile la privatizzazione è avvenuta appena Pinochet è andato al potere.

E in Italia?

La Lega Nord era contraria alla privatizzazione, da ultimo ha cambiato idea. Perchè? Oggi firma una legge Fitto-Calderoli che propone addirittura di fare scendere al 30% la partecipazione dei Comuni per le società di gestione già quotate in borsa.
Inoltre con un decreto che porta la data del 10 settembre 2009, il Governo sottrae ai cittadini l’acqua potabile per rimetterla, a partire dal 2011, nelle mani e nelle tasche delle grosse multinazionali che ne privatizzeranno l’uso trasformando così un bene prezioso e libero in una merce su cui speculare.

Quello che fino ad oggi è stato un bene pubblico rischia di diventare un tesoro privato su cui fare del business senza scrupoli.

Lontani sono gli echi vittoriosi della accesa campagna messa in piedi dagli abitanti di Cochabamba, in Bolivia, decisi a non vedersi defraudare del loro bene più prezioso. Anche in Italia, a livello locale, si stanno moltiplicando le iniziative per dire no al tentativo di scippare ai cittadini il loro diritto sacrosanto all’acqua potabile.

Comitati civici (si pensi ai Comitati civici difesa acqua Napoli-Caserta e provincia, oppure il caso più noto del Comitato cittadino difesa acqua pubblica di Aprilia); istituzioni sensibili (i sindaci dell’agrigentino contrari alla privatizzazione del servizio idrico per il quale chiedono un referendum provinciale); comitati territoriali, reti associative sindacali e nazionali lavorano costantemente nell’azione quotidiana di sensibilizzazione su questo tema che riguarda necessariamente e trasversalmente tutti.

Per raccogliere in un unico slancio le varie iniziative ad impronta regionale e dare organicità al movimento le varie realtà si sono riunite nel Forum italiano dei movimenti per l’acqua che proprio in questi giorni sta lanciano una nuova campagna contro i recenti provvedimenti governativi volti alla privatizzazione dell’acqua.

L’iniziativa, variamente articolata, conta, in primo luogo, di una petizione popolare rivolta ai sindaci per chiedere il riconoscimento nello Statuto Comunale del diritto umano all’acqua e del servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e di intraprendere tutte le azioni necessaria per contrastare i provvedimenti tesi alla privatizzazioni contemplati dall’articolo 23 bis della L. 133/2008 così come modificato dall’art. 15 del D.L. 135 2009.

Vi è poi una raccolta di firme ed adesioni all’appello al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti delle due Camere per chiedere di impedire la mercificazione dell’acqua. Le modalità di raccolta possono essere a livello di piazza, via internet o nell’ambito di iniziative ed eventi pubblici.

FIRMA ADESSO LA PETIZIONE ONLINE

È, inoltre, possibile scaricare il manifesto contro la privatizzazione dell’acqua, da affiggere nel proprio comune.

Lottare contro la mercificazione dell’acqua è un dovere affinché quello che è un diritto di tutti non diventi un privilegio per pochi.

Un grazie a Romina Arena eterranauta.it” per gli spunti di quest’articolo.

4 commenti

  1. Olivia Ardioli

    fatto!
    i beni indispensabili alla vita non possone essere gestiti da privati!
    …se vi trovaste a dover pagare per respirare cosa pensereste???…………

  2. Ne nostro piccolo… che poi piccolo non è… dobbiamo firmare tutti la petizione.
    PASSATEPAROLA!!!

  3. ho interpellato l onorevole donadi , capogruppo IDV, mi ha detto che stanno lottando senza aiuti da altre opposizioni , se passerà la porcata chiameranno alla lotta comuni e province….

  4. PETIZIONE APPENA FIRMATA!!!
    L’acqua è il bene più importante ed è di tutti!

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