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Italia, tecnologicamente sempre più avanti… o forse no?

Mentre Obama e la sua amministrazione USA virano decisamente verso l’Open Source come del resto Francia e Germania in Europa, mentre la stessa Europa punta alla diffusione a tappeto della banda larga stanziando risorse per contrastare il digital divide, l’Italia cosa fa?

In primis, qualche settimana fa, il duo delle meraviglie “Fannulloni + Scuola” e cioè Brunetta e Gelmini pensano bene di firmare un accordo con Microsoft per l’utilizzo di sistemi operativi proprietari, e aggiungiamo noi, faraginosi, instabili e costosi, tra i docenti e gli alunni delle scuole. L’accordo sancisce il privilegio alla Società Microsoft di diffondere quindi i suoi prodotti tra i giovani allargando ulteriormente il proprio mercato e, contemporaneamente, inibendo la crescita collettiva delle competenze open source tra le nuove generazioni. E’ avvilente pensare a tutto questo quando è evidente come con l‘open-source e quindi con poche risorse si potrebbe riuscire a diffondere la conoscenza tra studenti e docenti, educandoli ad una cultura basata sulla collaborazione in rete, sul riuso del software, sull’uso di strumenti a codice aperto e sulla manipolazione di dati utilizzato formati aperti.

Ma non è finita qui, infatti, notizia di ieri, il governo Italiano congela gli 800 milioni di euro già previsti per lo sviluppo della banda larga.
E dire che in questi giorni a Milano si è svolto lo IAB Forum Milano 2009. Un grande successo di pubblico ed espositori per quello che ormai in molti – a torto o a ragione – considerano uno degli eventi Internet più importanti dell’anno. Uno dei temi dominanti dello IAB 2009 è stato quello della banda larga. Il messaggio: se non c’è banda a sufficienza, non si fa innovazione. Senza innovazione, niente competitività. E niente nuovi posti di lavoro.

Ma si sa che al governo ci sono personaggi molto più preparati sull’argomento Web e tecnologie, come ad esempio il settantenne Gianni Letta che ieri ha pensato bene di bloccare gli 800 milioni già stanziati. Il motivo lo si potrebbe reputare anche giusto ma al suo interno ha un paradosso clamoroso. Letta dice che prima è meglio uscire dalla crisi e poi – semmai – daremo i soldi. Ora occorre pensare ad altri interventi, legati per esempio all’occupazione.
Ed eccoci al paradosso. Come se Internet, e tutta la tecnologia che ruota attorno alla Rete e all’innovazione digitale che ne deriva, non fosse essa stessa capace di generare occupazione e lavoro.

Saremmo anche curiosi di sapere in che modo pensano di creare occupazione questi super esperti.

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