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Guastalla: la risposta alla nostra interrogazione “open-source in Comune”

Come sapete qualche settimana fa abbiamo presentato l’interrogazione in riguardo alla situazione dei sistemi informativi/informatici del comune di Guastalla. Nella sostanza si chiedeva di quanti pc, del costo delle licenze, e dei costi di telefonia sostenuti dal Comune di Guastalla.

Qui potete scaricare e leggere la risposta del Comune di Guastalla alla nostra interrogazione.

In breve, potremmo riassumere che, l’ammodernamento informatico del comune è un procedimento che è stato avviato nella prima metà degli anni ’90, come potete immaginare per migliorare l’efficenza aministrativa e la produttività. Ai tempi le soluzioni Open-Source non garantivano un’adeguata affidabilità.
Tale affidabilità è arrivata soltanto quando, come succede in aziende di medie dimensioni, viene fornito il servizio informativo/informatico da un’azienda specializzata che organizzi tutti i servizi comunali. Ovviamente ai tempi l’unica alternativa che garantiva affidabilità e quindi produttività erano offerte di SW proprietario.
Oggi si è arrivati ad un punto in cui il comune dispone di un centinaio di pc in rete, che servono appunto un centinaio di dipendenti che dispongono di competenze non sempre orientate all’informatica.
In pratica l’insieme di tutti i PC del comune è un sistema pachidermico il cui servizio di aggiornamento e di garanzia di affidabilità è garantito da una ditta esterna.

Veniamo agli euro.
In un sistema di questo tipo i costi maggiori sono quelli di manutenzione ed assistenza. Tutto quanto è servito attraverso contratti e le voci più pesanti non sono quelle di licenza dei software ma di assistenza post vendita. E’ un po’ il discorso delle stampanti che costano poco ma le cartucce costano un sacco.

Concludendo il discorso informatico, il Comune è legato a doppio filo con una software house che fornisce i servizi informatici quali: installazione, assistenza e manutenzione di tutti i PC del comune.

Ovviamente la sostituzione del fornitore dei servizi informatici è una cosa al quanto complessa dal punto di vista tecnico (consistenza dati, continuità di servizio, analisi dei requisiti), e umano (i dipendenti devono cambiare modo di lavorare).
Sono proprio queste situazioni che fanno la fortuna di Microsoft.

Ma c’è una speranza. Dopo diversi anni i sistemi cominciano a diventare obsoleti e questo succederà anche a Guastalla. Allora, pur affidandosi ugualmente ad una ditta informatica esterna, si dovrà procedere ad una sostituzione dei software da parte del comune. Ed ovviamente il comune di Guastalla ha e avrà potere contrattuale con i fornitori del servizio informatico. Pertanto ci sono momenti in cui un cambiamento di rotta obbligato può rendere meno traumatica l’adozione di software Open-Source. Speriamo che uno di questi momenti, tra qualche mese o pochi anni, verrà colto per l’adozione di una soluzione lungimirante e meno dispendiosa.

Infine un accenno alla telefonia. Finalmente il comune sta passando alla telefonia Voip in uscita. Speriamo, però, che si cominci a predisporre anche di un canale voip per la telefonia in ingresso. Un semplice account skype per ogni PC. Cosa che al momento sembra essere molto lontana.

8 commenti

  1. Giusto, le decisioni per partito preso non giovano a nessuno!

    Tu, da tecnico, sollevi dubbi sulla convenienza di alcune scelte, altri magari ragionano in base ad altri fattori.

    mio parere non esperto:…quando si presenterà la necessità di rinnovamento Sw, sarà opportuno scegliere la soluzione migliore considerando che c’é anche l’opzione Os e non solo Ms, e valutando attentamente pro e contro di entrambe, non scegliendo solo per innerzia, sentimento o per partito preso.

    • Marco Dallai

      Sono d’accordissimo con olly. Quando sarà il momento si dovranno valutare tutte le opzioni serenamente.

  2. Salve a tutti, ringrazio Davide per il resoconto finalmente puntuale e basato su numeri oggettivi.

    Ma sulla base di quanto descritto mi sorge una domanda: visto che, come appurato, l’incidenza delle licenze è relativamente bassa sul totale delle spese IT del comune, e visto che il discorso licenze è l’unico vantaggio certo dell’open source (al cittadino credo freghi poco della filosofia, e chi pensa che l’open abbia bisogno di meno manutenzione del proprietario è un povero illuso…), ma conviene veramente cambiare?

    • Bella domanda Manuel,
      ma prova a guardare con lungimiranza e strategia.
      I nostri dati, e le nostre informazioni se usiamo win, sono gestite da programmi di cui non possiamo controllare l’effettivo comportamento. Ed un comune, come ogni amministrazione pubblica, tratta informazioni molto sensibili, di cui allora, non conosciamo l’effettivo percorso.
      (questa è un’obiezione di fanta-informatica, ma in certi casi tu sai meglio di me che è un’opzione reale. Pensa solo al rapporto Cina-USA)

      Il secondo aspetto è un indirizzo politico. Ormai viviamo in un mondo assuefatto a microsoft, e di cui, non possiamo fare a meno. Perchè? perchè la gente è abituata.
      Ovviamente non si può creare una versione open identica a windows per violazione di copiright. Quindi? Si continua con l’abitudine a Microsoft. A pagare sempre 100 euro di tassa ogni pc che si acquista al colosso di Redmond.

      Quindi, noi restiamo tutti abituati a Win, nessuno fa il primo passo per cambiare, e tutto resta così com’è. Con un monopolista straniero.

      Quindi, io vedo, come te, una difficoltà iniziale. Ma ritengo che i benefici di un secondo tempo e di una collegialità d’intervento(come sta avvenendo già in alcuni comuni/province) porti effetti positivi per il nostro futuro.

      Ora restiamo all’aspetto pratico.

      Ogni tanto, in un’azienda si fanno cambiamenti informatici, no? Perchè non approfittare di questi momenti?

      • Come sempre, grazie mille della risposta Davide :).

        A mio personalissimo parere, però, si continua a vedere il discorso switch closed -> open più da un punto di vista dettato dalla “sensibilità informatica” al tema, piuttosto che da un’ottica di pubblica amministrazione. Mi spiego meglio.

        Noi apprezziamo Linux, openoffice e compagnia fondamentalmente perchè:

        – sono prodotti ottimi che nulla hanno da invidiare alle alternative closed (almeno sicuramente per tutto quanto possa riguardare una p.a.)
        – nella stragrande maggioranza dei casi non presentano costi di licenza (nel 100% dei casi per una p.a. nello specifico)
        – traggono origine dalla passione piuttosto che da logiche commerciali

        Ciò che si perde di vista in questo caso, secondo me, è che comunque come referenti non avremo Torvalds o Stallman, ma sempre la società X piuttosto che Y che, open o non open, la propria pagnotta la vuole.

        Ora mettiamo pure che il centello di dazio a MS venga abbattuto… e se poi ce ne ritroviamo tanto quanto da dare alla società che ragiona tipo “Tanto non hai i costi di licenza, in più ti assisto su un prodotto su cui ho meno concorrenti”?

        Quindi, per quanto mi riguarda, ben venga l’open source… però attenzione che il tutto sia guidato da motivazioni di reale convenienza per il pubblico, piuttosto che per partito preso del tipo microsoft = male / OS = bene.

        Per quanto riguarda il primo punto dai, sai anche tu che è una problematica più teorica che effettiva, visto che i dati sensibili non li tiene proprio solo il comune di Guastalla…

        Attenzione anche che, a mio parere, previsioni a medio-lungo termine (inteso come il tempo in cui il rispario delle licenze porti ad un effettivo risparmio, nettato dei costi di switch, formazione e quant’altro di sostenuto al momento…) sono piuttosto difficili da fare in questo settore.

        Come sempre, grazie dell’attenzione. Spero di aver dato un qualche spunto costruttivo.

        • Ho letto due o tre volte la tua risposta e devo dire che apprezzo il tuo senso pratico Manuel.
          Quello che sostieni, in pratica è “bella la filosofia ma alla fine conta la pagnotta perchè è sempre e comunque con quella che hai a che fare”.
          Ed è una cosa molto giusta, anche perchè, tu saprai meglio di me che per il sistema informativo di un Comune contano aspetti quali la stabilità e la produttività.
          E, sopratutto quando si fanno delle scelte non bisogna utlizzare pregiudizi, come dici tu “microsoft = male / OS = bene”.

          Ma mi darai atto, che, al momento attuale MS, appunto gode di una posizione da monopolista. E questo non è un pregiudizio.

          Ed inoltre, la reale convenienza per la p.a. è di molto difficile valutazione poichè in un’intervento di questo comporta cambiamenti difficilmente quantificabili.

          Ad esempio. Come dici te, “bello cambiare per non pagare le licenze ma magari paghi di più per la formazione del personale” spesa facilmente quantificabile.
          Ma poi si disporrà di personale maggiormente qualificato, il che è un valore aggiunto, però difficilmente quantificabile ma che è presente, perchè saranno dipendenti più smaliziati verso il mondo dell’informatica e maggiormente versatili.

          Mi permetto se mai di concludere appellandomi un po al buonsenso.
          Personalmente ritengo, per le ragioni sopracitate( che ammetto siano politiche), che il passaggio all O.S. sia da valutare attentamente, ed ovviamente da applicare gradualmente ed in maniera accorta.
          Cosa che può avvenire soltanto con una sinergia tra la direzione amministrativa e l’azienda di fornitura informatica.

          Prova solo a pensare al beneficio se al russell non ci fosse il solito wind e office ma si usasse(come ormai numerosissime scuole nel mondo) delle distro di linux…

          Concludo Manuel, in ogni caso, ringraziandoti, per i toni pacati che hai utilizzato, specie quando si hanno idee diverse diventa difficile restare tranquilli. E tu hai dimostrato di riuscire ad esporre quello che pensi in maniera garbata ed educata. Cosa non facile, specie di questi tempi :)
          A presto

      • Ottima info Davide!!!
        Se lo fanno alla Casa Bianca e a Bologna penso proprio che potremmo farlo anche a Guastalla… o no?
        Voi che dite?

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