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CIP6, facciamo valere un nostro diritto!!!

I Cip6 sono un furto ai danni dei cittadini e dell’ambiente, almeno come sono stati utilizzati in Italia. Ora grazie all’Associazione “Diritto al Futuro” tutti i cittadini e le aziende potranno, attraverso una vertenza legale e denunciando il gestore della rete elettrica, intimare la restituzione di ciò che è stato loro sottratto illecitamente con le bollette dal 2001 ad oggi.

Breve storia dei CIP6
Nel 1991 l’Italia attraversava un periodo di carenza energetica. Per stimolare la produzione di energia, alternativa a quella fossile, sono stati introdotti i contributi CIP6/92. Tali  fondi sono stati finanziati da tutti i titolari di  utenza elettrica, che si sono visti aumentare l’importo delle bollette di oltre il 7%. Tutti, quindi, abbiamo contribuito a finanziare i CIP/6, ma solo pochiprivilegiati ne hanno beneficiato: tra questi spiccano le raffinerie di petrolio e gli inceneritori di rifiuti. Solo per il 2006 l’importo dei CIP/6 è stato di 3,5 miliardi di euro.  Il decreto 79 del 1999 ha creato il Gestore Servizi Elettrici (GSE) in sostituzione dell’Enel nella gestione della rete elettrica. La Direttiva europea 2001/77 ha poi sancito che i rifiuti non biodegradabili fossero esclusi dagli incentivi. La legge italiana, col decreto 387 del 29/12/2003, non ha però recepito tale Direttiva e di conseguenza l’Europa ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia. La soluzione con lo stop agli incentivi, anche se in parte vanificata da alcune deroghe, è arrivata solo con la finanziaria 2007.
Per questo, è un nostro diritto chiedere il rimborso dei nostri soldi utilizzati per incentivare attività non previste dalle norme europee, dal 2001 ad oggi.

La vertenza CIP6
Oltre il 7% dell’importo della bolletta elettrica è utilizzato per strapagare impianti di incenerimento che bruciano scarti di raffineria e di lavorazioni industriali, plastica dai rifiuti urbani e assimilati e molte altre sostanze inquinanti, che contribuiscono all’incremento delle malattie.
L’Italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’UE ed è stata condannata. Se sei un utente, privato o aziendale, titolare di un contratto di energia elettrica, puoi chiedere la restituzione della somma che dal 2001 ad oggi è stata illecitamente utilizzata, e pretendere di non pagarla in futuro.

Quali vantaggi?
In caso di vittoria avrai indietro i tuoi soldi. Avrai difeso un tuo diritto, quello dei tuoi figli e avrai tutelato salute e ambiente. Motivi che sono alla base della vertenza nazionale.

Esistono svantaggi?
Nessuno. La responsabilità civile del processo sarà a carico dell’Associazione.

Quanto costa?
Per esercitare un tuo diritto, tutelare la salute e difendere l’ambiente, occorrono la disponibilitàa firmare la richiesta di rimborso e 10 euro a sostegno delle spese affrontate dall’Associazione per portare avanti la vertenza.

Quanto tempo ci vorrà?
Difficile prevederlo, ma sarà cura dell’Associazione “Diritto al Futuro” tenerti informato. Consulta il sito: www.dirittoalfuturo.it dove potrai trovare ulteriori informazioni e aggiornamenti sullo stato della vertenza.
E’ un tuo diritto. 
Ogni diritto non esercitato è un diritto perso.

(Per maggiore chiarezza, guarda questa presentazione video)

COME ADERIRE:
Oltre agli studi legali abilitati per la raccolta delle adesioni, il numero di gruppi locali, che si attivano, a titolo di volontariato per promuovere e raccogliere le richieste di adesione alla vertenza per il rimborso Cip6, cresce di settimana in settimana. Ma dopo tantissime richieste, l’associazione ha predisposto una modulistica che permette a chiunque di aderire alla richiesta di rimborso, a distanza.

Ecco la semplice procedura:

  1. Scarica il modulo di adesione a distanza (clicca qui)
  2. Leggi attentamente la scrittura privata contenuta nel documento appena scaricato alle pagine 1 e 2
  3. Apponi luogo, data e due firme leggibili negli appositi spazi di pagina 2
  4. Compila in stampatello leggibile, lo spazio dedicato ai tuoi dati personali, a pagina 2
  5. Leggi attentamente il mandato difensivo contenuto, a pagina 3
  6. Apponi luogo, data e firma leggibile al fondo di pagina 3
  7. Fotocopia il documento di identità (quello del nominativo indicato nell’apposito spazio a pagina 2)
  8. Fotocopia una qualsiasi delle bollette elettriche a Te intestate
  9. Effettua il versamento di 10 euro (se si è persona fisica) o 20 euro (se si è persona giuridica/ente), sul conto dell’Associazione con le seguenti modalità:
    – bonifico bancario, utilizzando l’IBAN: IT 52 L 07601 13700000095149662
    – vaglia postale sul C/C numero 95149662
  10. Fotocopia la ricevuta del versamento effettuato
  11. Invia il tutto con le seguenti modalità:
    – via posta elettronica all’indirizzo informazioni@dirittoalfuturo.it
    – via fax al numero 1786061990
    – via posta allo Studio Petruzzo, via Palestro 46, 60125 Ancona

Per maggiori informazioni, dubbi o domande, visita il sito web dell’Associazione “Diritto al Futuro“.

2 commenti

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