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“Una fattoria per il futuro” decisamente da vedere!

Forse non tutti sanno che l’Agricoltura è uno dei settori dove c’è il maggior consumo di petrolio.
Tra il 1950 e il 1960 l’agricoltura ha subito una profonda trasformazione che comunemente viene chiamata “Rivoluzione verde”. Si tratta della industrializzazione dell’agricoltura che ha portato alla creazione di nuove piante ibride come mais di nuovo tipo, grano di nuovo tipo e a molte altre innovazioni.
Tra il 1950 e il 1984 la produzione di grano è aumentata del 250% (due volte e mezza) ma la rivoluzione verde ha preteso in cambio un consumo di energia che è mediamente del 5000% (50 volte) più alto dell’energia consumata nell’agricoltura tradizionale. Si arriva a incrementi anche di 100 volte.
Negli Stati Uniti (dati 1994) si sono consumati annualmente per ogni persona 1500 litri di petrolio ai fini di produrre cibo. Ogni giorno significano 4 litri, mensilmente sono 124 litri. Si intende petrolio equivalente consumato per la produzione di cibo escluso il confezionamento, refrigerazione, trasporto nei punti vendita ed escluso quello consumato per la loro cottura.

Nella produzione di un kilogrammo di azoto per concimare i campi si usa l’energia equivalente a quella contenuta in 1.4-1.8 litri di gasolio. In un anno (estate 2001-estate 2002) si sono consumati in USA 12 milioni di tonnellate di concimi azotati che fanno almeno 96 milioni di barili di gasolio equivalente. Si noti che al mondo vengono consumati circa 85 milioni di barili di greggio al giorno.
Un altro aspetto interessante della rivoluzione verde è che viene consumato sempre più petrolio solo per mantenere i livelli di produzione costanti, questo è dovuto a molti fattori tra i quali la degradazione del suolo che gli esperti dicono ridotto alla funzione di “spugna” adeguata solo ad assorbire i concimi chimici.

In conclusione si deduce che la produzione agricola nel mondo di oggi è criticamente dipendente dal petrolio (per pesticidi, erbicidi, agrochimica, irrigazione, distribuzione) e dal gas (per i fertilizzanti).
In definitiva… la “Rivoluzione verde” sta facendo bancarotta.

Una soluzione… forse c’è…
Cercando informazioni sulle Transition Town in Internet, sono capitata ad un bellissimo documentario postato sul blog della Città di Transizione di Monteveglio (prima Transiton Town in Italia).

Come riporta questo post, si tratta di un documentario realizzato da Rebecca Hosking e prodotto dalla BBC, é sottotitolato in italiano grazie allo splendido lavoro di una squadra di traduttori volontari.
Questo film, giustamente presentato dal blog come opera preziosa per la sua capacità divulgativa delle tematiche della Transizione, ha creato un vero “caso” in Inghilterra, infatti la BBC ha dovuto mandarlo in onda una seconda volta dopo il primo passaggio perché le richieste ricevute dal pubblico erano davvero tantissime.

E dopo averlo visto ho capito il perché!
Oltre ad essere esteticamente favoloso, da buon documentario é anche decisamente interessante e mostra in maniera semplice uno dei vari problematici aspetti legati dell’utilizzo del petrolio.
Riesce, a mio avviso, ad essere tragicamente esausivo sull’attuale situazione e sul futuro che ci attende ed al contempo incoraggiante sulla possibilità di inversione di rotta.

E proprio per quest’ultima prerogativa di ottimistico possibilismo, questo documentario ha anche un difetto…una volta visionato vorrete anche voi andare a vivere in una casetta in campagna, coltivare cibo e allevare bestiame fuel-free!!!
…beh…non male come effetto collaterale!

A Monteveglio come in altri luoghi hanno avuto anche la splendida idea di fare delle proiezioni alle quali invitare anche gli agricoltori, creando occasioni di divulgazione approfondimento del tema.

GUARDA I VIDEO di “Una Fattoria per il futuro”:

2 commenti

  1. Luca Pecchini

    Veramente molto bello e istruttivo!Non sono tanto d’accordo con tipo che vuole cibarsi solo di noci al posto dei cereali,però è proprio un bel filmato e ti ispira tante idee,chissà cosa ci riserva il futuro post petroleum.

  2. E’ proprio vero, viene voglia di andare a vivere nella tranquilla campagna. Tutta la frenesia della città e l’inquinamento fanno ormai parte di noi, diventa normale fino a quando cominci a pensare e… a me è venuta in mente quella canzone che cantavo da piccola… “c’era una casetta piccolina in Canada con tanti pesciolini e tanti fiori di lillà…”.
    Non dico di trasferirci tutti in campagna ma Agricoltura Biologica e Mercatini a KM0 sarebbero già un bel passo avanti!!!

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