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L’Open Source entra alla Casa Bianca

Il 6 ottobre scorso abbiamo presentato un interrogazione a tema “Open-Source in Comune a Guastalla”. In seguito siamo stati convocati presso il Comune stesso dove il responsabile tecnico ci ha gentilmente messo al corrente, con dovizia di particolari, della situazione attuale del sistema informatico comunale.
Sicuramente abbiamo toccato con mano i vari problemi che potrebbero nascere dal cambio radicale del sistema da “Proprietario” a “Open-Source” ma in ogni caso rimaniamo convinti al 100% che il futuro non può che passare da quest’ultimo.

Convinzione rafforzata anche dalle ultime vicende informatiche della White House Americana, dove, mentre in Europa stiamo a gingillarci con stupidaggini come la regola delle tre disconnessioni e i governi cercano un modo per limitare la capacità di connessione dei cittadini, l’amministrazione USA di Barack Obama, per la gestione del sito web ufficiale WhiteHouse.gov, ha abbandonato la precedente soluzione proprietaria in favore del progetto open source Drupal.
Il passaggio della Casa Bianca a Drupal rappresenta un notevole riconoscimento per il mondo dell’open source ma anche un’ottima opportunità per tagliare i costi di gestione della piattaforma web, finora basata su una tecnologia proprietaria acquistata da George Bush verso la fine del suo mandato presidenziale.

Ma ovviamente siamo ben consci che un conto è cambiare la gestione di un sito Web, anche se si sta parlando di quello governativo della Casa Bianca, e un conto è cambiare l’intero sistema informatico amministrativo.
Ma alla Casa Bianca non pensano di fermarsi al solo sito web, infatti se lo switch darà i frutti sperati, il team di Obama dice di essere pronto a convertire all’open source anche altri pezzi dell’amministrazione federale.

Chiudiamo con una dichiarazione di Macon Phillips – White House New Media Director:
“L’open source è una grande forma di partecipazione civica. Non vediamo l’ora di trarre beneficio dall’energia e dall’innovazione della community”.

p.s.
Ricordiamo che il governo italiano, per il portale Italia.it, era riuscito a stanziare qualcosa come 45 milioni di euro, solo per la creazione e la gestione ordinaria. Il portale, era poi stato chiuso nel gennaio 2008 dopo che già 7 milioni erano stati spesi… perché ritenuto “non funzionale”, per poi essere “rilanciato” quest’anno.

2 commenti

  1. benissimo, questa notizia non può che corroborare la nostra convinzione sulla bontà dell’open-source.

    E’ proprio vero che per cambiare il mondo dobbiamo prima iniziare a cambiare la mentalità con cui vediamo il mondo.

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