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Guastalla e i 100mila euro: “Associazione di Promozione Sociale. Perchè?”

Continuano gli strani movimenti in merito agli ormai famosi 100mila euro stanziati dal comune, cioè da noi, per fronteggiare la crisi economica attuale. Ripercorriamo insieme la vicenda che presenta a nostro avviso, lati un po’ oscuri.

Partiamo dal 26 maggio 2009. La data in cui Guastalla, come molti altri comuni destina 100.000 euro in aiuto alle persone colpite dalla crisi economica, attivando un bando in cui, secondo vari criteri di reddito (ISEE) e condizione lavorativa, alcune persone potevano richiedere benefici economici quali la riduzione di rette di asili nido, integrazione degli affitti ed altro ancora.

Il 6/7 giugno, come sapete, l’amministrazione comunale è cambiata dopo le elezioni comunali.
Con una delibera di giunta, il bando di cui sopra, è stato annullato (cosa possibile, a detta del vice-sindaco, poichè il bando non era stato chiuso). Ciò significa che le persone che avevano aderito, al bando del 26 maggio rispettando i requisiti, potrebbero non ricevere alcun beneficio.

A partire da Settembre, su idea del vice-sindaco Lusetti, la commissione consiliare “Territorio, Ambiente, Benessere sociale” ha cominciato a lavorare sui termini della creazione di un’associazione di promozione sociale che potrebbe organizzare lavori socialmente utili per i lavoratori colpiti dalla crisi  e permettere loro, quindi, di godere dei rimborsi spesa da attingere ai 100mila euro.
E qua cominciano i dubbi. Perchè un’associazione di promozione sociale? Forse per non pagare le tasse sui rimborsi?
L’idea di creare uno strumento ad hoc per non pagare le tasse, proposto proprio dall’amministrazione vigente, pur sembrando un controsenso sarebbe comunque in linea, peraltro deprecabile, con i piani economici nazionali che alcuni definiscono di “evasione legalizzata” (leggi Scudo fiscale). Ma restiamo sul concetto dell’associazione, con i suoi dubbi e le sue domande.
Con quali criteri l’associazione sceglierà gli associati? Accetterà chiunque?

Dopo 2 sedute di commissione trascorse a parlare dei principi e dei criteri di massima su cui trovare difficoltosi accordi, alla terza seduta e senza nessun preavviso, la maggioranza ha proposto in commissione consiliare di mettere ai voti la costituzione dell’associazione (una votazione in commissione?! Mah… la commissione consiliare non è solo consultiva?).
A seguito della votazione, in cui ho espresso parere negativo, è stato chiesto chi dei consiglieri commissari favorevoli volesse far parte del consiglio dei soci fondatori dell’associazione. Tutto anche questa volta senza preavviso. Ma dico io, 5 consiglieri commissari su 7 sono nuovi, mai stati in commissione, è questo l’atteggiamento di trasparenza così decantato dalla maggioranza?
E poi, su 3 incontri, il Sindaco ha presenziato solo al primo ed il suo contributo è stato, verbali alla mano, notevolmente contenuto rispetto a quello del vice-sindaco. Ma chi ha la delega agli aspetti sociali del Comune?

Ma a parte queste, che sono osservazioni d’opinione, entriamo nel merito dello statuto dell’associazione (alleghiamo le scansioni degli originali a noi consegnati, sul sito del comune ovviamente non ce ne traccia…) che i consiglieri avrebbero potuto sottoscrivere diventando soci fondatori.

  • Lo statuto in questione era redatto  SU 3 FOGLI SEPARATI, dei quali veniva chiesto di firmare solo il terzo. Inoltre l’art. 3 era riportato, ampliato e definito, su un 4° foglio.
  • Art.1= “La durata dell’associazione è a tempo indeterminato“.  Perchè indeterminato? La crisi, si spera, sarà solo temporanea. Dopo l’associazione che scopo avrebbe?
  • Art.2= “…affiliandosi a:…” e segue uno spazio in bianco. Ma che significa? A chi ci si affilierà? Forse, ad esempio, alla Lega? Al momento della richiesta della sottoscrizione, l’affiliazione era in bianco, ancora da definire!!!
  • Art.3 (quello originale nel foglio uno)= “…fornendo adeguata assistenza ai proprio associati/tesserati dell’organizzazione Nazionale di appartenenza…”. Di che organizzazione Nazionale stiamo parlando?
  • Art.3 (quello aggiunto a parte nel 4° foglio)= “Le attività dell’Associazione saranno prevalentemente rivolte a disoccupati e cassintegrati…” perchè “prevalentemente”? Di cos’altro dovrebbe occuparsi dato che viene creata apposta per quello?
  • Art.4= “Il Patrimonio e le entrate sono costituite: dai beni mobili e immobili; dai versamenti aggiuntivi effettuati dagli associati/tesserati della organizzazione nazionale di appartenenza”. Quindi ci possono essere beni mobili e immobili?
  • Art.7= “Le deliberazioni (dell’associazione) restano custodite nella sede per poter essere liberamente consultate dagli associati” e gli altri cittadini non possono vedere? Ricordiamo che stiamo sempre parlando di come verranno gestiti soldi dei cittadini. Considerato che verranno gestiti soldi pubblici la Trasparenza Totale ci sembra d’obbligo.
  • Art.9= IL PEGGIORE: ” Il Presidente ha rappresentanza, poteri e DECIDE IN ORDINE ALL’AMMISSIONE AI SERVIZI DELL’ASSOCIAZIONE DEI TESSERATI”. Quindi? si decide in base a criteri democratici? dove sta la garanzia? Nella simpatia soggettiva?
  • Art.12= “Il deliberato del Collegio Arbitrale vincola tutti e l’associazione ed i suoi organi, rinunciando le parti contraenti sin d’ora per allora a qualsiasi impugnativa del lodo arbitrale”. Cioè, in poche parole… cos’è DITTATURA?! Non ci si potrà più opporre a nulla.
  • Ed inoltre… altri dubbi: Perchè non è stata messa la figura del sindaco come presidente a garante dell’uso appropriato dei soldi pubblici? Perchè non far gestire queste persone/iniziative direttamente al comune o ad un ente facente riferimento al comune?

Voi cosa ne pensate?

4 commenti

  1. Che bisogno c’era di creare una associazione attorno a quei 100,000 euro quando questi soldi erano già stati assegnati a disoccupati e cassaintegrati? forse stiamo scherzando!!!! Quei soldi sono già stati indrizzati dall’amministrazione precedente! E poi basta, non si può perdere del tempo a sottoscrivere uno statuto ambiguo dell’associazione…la gente deve mangiare!

  2. Marco Dallai

    Guardando l’allegato… effettivamente… c’era poco da firmare!!!
    Ma come si fa a presentare in commissione consiliare un documento simile?!
    Condivido in pieno tutti i punti interrogativi.
    Speriamo che si faccia luce su tutte quelle ombre…

  3. Cosa ne pensiamo? Io penso che i fatti parlano da soli: “carta canta”… Tutti i dubbi espressi nell’articolo fanno pensare che quando lo statuto di un’associazione (…di promozione sociale…) non è chiaro sotto sotto (in questo anche sopra!) qualcosa c’è!?!
    Poi, c’era così bisogno di creare questa associazione a Guastalla? E’ comunale o privata? I soldi per aiutare le persone disagiate non sono sempre stati gestiti dai servizi sociali? Ci sono altre finalità?
    Speriamo che l’Amministrazione chiarisca al più presto a tutti i cittadini i dubbi espressi dalla Lista 5 Stelle in questo articolo informativo veramente importante.
    I dubbi vanno sempre chiariti!!!
    Grazie!

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