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Guastalla: Depositata l’interrogazione “open-source in Comune”

Oggi 6 ottobre 2009 abbiamo depositato l’interrogazione a tema “Open-source in comune”. Un atto obbligato dopo aver letto il documento “Variazioni di Bilancio” presentato nell’ultimo consiglio comunale dalla maggioranza e dove si parla del “continuo percorso di ammodernamento del sistema informatico del comune su Windows Server System”.

Perchè continuare a pagare mister Microsoft?!

Oggi ci sono decine di amministrazioni che stanno migrando verso l’open-source risparmiando così le spese di licenza software. Parliamo di città come Firenze, Lodi, Pescara, Bolzano, Torino, e i risultati sono stati eclatanti: la sola provincia di Bolzano risparmia 1 milione di euro ogni anno!
Sappiamo tutti in quali condizioni finanziare sono tutte  le amministrazioni comunali e quindi perchè non risparmiare già dal sistema informatico?
Con il software libero non occorre comprare licenze per poterlo utilizzare. Inoltre, lo stesso, può essere modificato ed adattato alle proprie esigenze direttamente dall’utilizzatore.
I vantaggi non sono solo economici: il software libero e open-source come Linux non viene attaccato dai virus, con il risultato di avere i dati più sicuri e più economici (non occorrono ulteriori licenze per il software antivirus).

Di seguito il testo dell’interrogazione presentata:

Al Sindaco dott Benaglia
Al Presidente del Consiglio Comunale dott.ssa Fiorani
Al Segretario Generale dott. Onorati

Comune di Guastalla
Lista Civica 5 Stelle Beppegrillo.it Guastalla Liberata
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Considerato:

  • che il software libero open-source nelle pubbliche amministrazioni sta giocando un ruolo sempre più importante nel mondo. Infatti lo sviluppo di software sicuro con codice liberamente accessibile costituisce un ruolo centrale nell’iniziativa eEurope della Commissione Europea; il Parlamento della Germania ha basato la propria infrastruttura tecnologica sul sistema GNU/Linux ed il Comune di Monaco di Baviera ha annunciato la migrazione di 14.000 postazioni al sistema operativo GNU/Linux. Anche in Italia stanno aumentando le esperienze di migrazione da software proprietario a software libero in molte pubbliche amministrazioni (ad esempio in quella di Bolzano, Firenze, Lodi e altre).
  • che i motivi che rendono attuabile e conveniente la migrazione al software libero sono, oltre a quelli economici, dovuti all’abbattimento dei costi delle licenze, anche motivi di riservatezza, basata sulla non segretezza delle sorgenti e di sicurezza, per esempio per il fatto che il sistema operativo Linux non è attaccato dai virus che, a ondate successive, funestano le reti pubbliche, con notevoli danni materiali ed economici.
  • che l’adozione di nuove tecnologie, ormai affermate da anni, di comunicazione basate sulla rete (VOIP-Voice Over IP) possono contribuire ad abbattere le spese di telefonia dell’amministrazione, e fare in modo che il comune possa essere contattato attraverso telefonate gratuite.

Premesso tutto ciò, si chiede al Sindaco di Guastalla:

  1. Di poter conoscere di quanti computer (desktop, notebook, server) con software proprietario
    installato dispone l’amministrazione comunale di Guastalla (inclusi scuole, biblioteca, uffici
    ecc… di competenza dell’amministrazione comunale);
  2. Se si può sapere a quanto ammonta la spesa per licenze di software proprietario, suddivisa per tipologia di software (ad esempio: antivirus, sistema operativo, pacchetto office, ecc.), affrontata annualmente dal Comune di Guastalla;
  3. A quanto ammontano le spese per le utenze telefoniche verso numeri fissi e cellulari affrontate annualmente dal Comune di Guastalla;
  4. Se sia stato inserito nei programmi di riqualificazione informatica per i dipendenti comunali
    anche l’impiego del sistema operativo Linux e di altri prodotti di software libero opensource.

Cordiali saluti
Davide Zanichelli

19 commenti

  1. ..Bè, in effetti anch’io, come Grazia, non capisco bene dove Manuel voleva arrivare… non sono un’esperta informatica, ma come utente, sia di Office che di Open Office, onestamente non vedo quegli ostacoli davvero insuperabili, a cui Manuel fa riferimento. Non so bene chi sia e di cosa si occupi, ho capito che è un professionista del settore, ma trovo che quel suo tono “vago e misterioso” (…di chi sa ma non vuol dire!) non avesse intenti “sinceramente propositivi”. E’ evidente che si sta parlando di valutare una possibile “migrazione” graduale. Ed è anche ovvio che i dipendenti comunali dovrebbero “vivere” questo processo con motivazione e voglia di crescita professionale, indispensabili per migliorare, non solo i servizi offerti, ma anche la qualità dei rapporti tra comune e cittadini.

  2. Vabbè Grazia, ironico sarebbe piuttosto ringraziarti per tutto il contenuto apportato dal tuo ultimo intervento :))

    Fortunatamente altri hanno capito dove volevo andare a parare e lo hanno preso come quello che doveva essere: un contributo.

    Anche perchè se si viene attaccati per aver detto grigio quando voi dite bianco, significa che poi troppo diversi dagli altri non siete.

    Comunque sia, pace, inutile continuare se non ci sono contenuti da aggiungere.

    Come sempre, grazie dell’ascolto.

  3. Caro Manuel,
    devi sapere che mi piace molto usare l’ironia, è il mio modo di essere, di solito viene capita… ma non giudico gli altri, come tu invece vedo che fai molto volentieri, dato che ti permetti di dirmi che ho capito poco e di andare a rileggere, senza nemmeno sapere chi sono..poi addirittura tiri fuori “..il facile consenso..” parole che, fra questi ragazzi, non sentirai MAI.
    Non so perche’ ti prendi la briga di “difendere” BilGates e la sua societa’ (..vanno male gli affari eh??), pensala come vuoi, a me i tuoi discorsi non piacciono, sono poco chiari, poco propositivi e molto critici nei confronti di persone che stanno provando a fare cose che nessuno mai aveva fatto nei nostri comuni.
    Ps: …magari un giorno scoprirai che anche tu non capisci tutto…sarebbe un bel passo avanti!

    Ciao Marco e Olly, questo sito sta diventando bellissimo,
    complimenti!!

  4. Marco Dallai

    Sorry… Manuel è vero ti ho scambiato x un altra persona…
    Ma non fa nulla.
    Questo mio pensiero rimane valido al 100% “Ha solo espresso, giustamente, una sua rispettabilissima opinione in riguardo. Solo confrontandosi si può arrivare ad un miglioramento e per questo chiunque voglia commentare i nostri post è il benvenuto. Il blog è nato per questo.”

    Continua a seguirci e a darci le tue opinioni.

  5. Ragazzi scusate, ma credo mi stiate confondendo con un altro Manuel :)

    Come dice giustamente Marco, non voleva esserci particolare polemica sull’argomento (al quale, come scritto nel mio primo post, sono assolutamente favorevole).

    @grazia
    hai capito… poco, per così dire. Meglio se rileggi bene.
    Tralasciando il brodo di parole su buonafede, malafede e cattiva sorte, le critiche ci possono essere eccome, se effettivamente in questo luogo si ascolta la voce di tutti…

    e la mia critica, che spero di aver impostato nel modo più costruttivo possibile (se no me ne scuso), è di stare attenti che cmq, se MS al mondo esiste ancora (e non è esattamente di nicchia…) un motivo probabilmente c’è!! E quindi sbandierare ai 4 venti questo open source come fosse una pozione miracolosa NON è il modo di far le cose seriamente, ma sembra più che altro per tirare su del facile consenso. Tutto qua.
    NON faccio polemica a riguardo perchè sono ragionevolmente convinto che voi siate in buona fede, dico solo, attenzione, o questa idea finisce in vacca come mille altre occasioni che l’open source ha perso per affermarsi (e in 10 anni circa che seguo il fenomeno, prima in modo amatoriale e poi professionale, qualcosina ho visto…)

    Grazie per l’attenzione

    Manuel

  6. Marco Dallai

    No no no Grazia… tranquilla.
    Manuel è uno di noi, non lavora in comune anche se, secondo me, a lui piacerebbe mooolto lavorarci… eh eh eh ;o).
    Ha solo espresso, giustamente, una sua rispettabilissima opinione in riguardo.
    Solo confrontandosi si può arrivare ad un miglioramento e per questo chiunque voglia commentare i nostri post è il benvenuto.
    Il blog è nato per questo.

  7. ho letto il post e non mi sembra ci sia nulla di demagogico e non penso sia nemmeno un luogo comune….Manuel i ragazzi stanno parlando alla gente…gia’ ho dubbi che qualcuno all’interno del comune sappia che c’e’ questa possibilita’, pensa te i cittadini; è un’interrogazione e mi sembra indispensabile partire dai veri costi di gestione per poi sviluppare un progetto; poi, se vuoi dire che c’e’ sicuramente da sbattersi e i dipendenti comunali devono imparare qualcosa di nuovo…SI!! lo devono fare, FINALMENTE!!! (..non è che lavori in comune??)
    gia’ se decidessero di non comprare piu’ office e scegliere
    open office sarebbe un bel risparmio, e non ci vuole niente a farlo..come per skype (se non è così spiegami il perche’)
    e poi scusa…ma come si fa a criticare qualcuno che per la prima volta a Guastalla propone un tema del genere..proprio non capisco…se hai idee diverse le puoi proporre, addirittura tu critichi la forma e non la sostanza…mavala’ mavala’!! ..mi sorgono dubbi sulla tua buona fede…scusa eh! ma siamo in Italia, paese di Santi, Navigatori e..Pirati!!

  8. …ho risposto troppo presto! ;o)
    …sapevo che Marco sapeva e che avrebbe risposto in maniera più consona alla mia!!!…

  9. hai ragione Manuel, “Software Libero” e “open source” non sono esattamente la stessa cosa,
    viene spesso utilizzato il termine “Open-source” per indicare il software gratuito perché la gratuità é caratteristica comune per i software open-source.
    Come tu sai non molti conoscono la differenza e il termine “open-source” nella maggioranza delle persone richiama appunto la gratuità del software
    Credo che sia per questo motivo che Davide non si é premurato di essere più preciso, ha sottovalutato il grado di conoscenza dei destinatari della interpellanza, che non sono solo i consiglieri e la giunta…non aveva messo in conto i lettori del blog…ora lo cicchetterò! :o)

    per il discorso panacea…beh…come dice Marco la nostra la momento non é una proposta ma un’analisi dell’esistente…ed il blog sì, si rivolge ai cittadini ma poi in realtà ci legge chiunque…e come dimostri tu, anche gente che non si ferma al primo stadio!
    …per il discorso dozzinalità rimando al discorso demagogia fatto nel commento precedente…

    …fatto sta che dal tuo intervento ho capito soprattutto che il gioco si fa serio!…meglio prestare più attenzione alle mosse! ;o)
    thanks!

  10. Marco Dallai

    E’ vero, ad essere fiscali, opens-ource non è sinonimo di gratis, ma è praticamente la stessa cosa.
    il software a sorgente aperto è forte perchè vanta, alle sue spalle, “l’azienda” informatica di sviluppo più grande e cioè IL MONDO INTERO.
    Questa “azienda” ha collaboratori che non sono stipendiati, e sanno perfettamente che un software che nasce in questo modo non potrà che essere tra i migliori ed per questo che forniscono il loro contributo: per poterne fruire a loro volta. Non hanno interesse a vendere questo codice in quanto ciò che è di tutti non può essere solo di uno o di pochi.

    Il codice dei software open-source lo puoi modificare e volendo lo puoi anche inserire in un prodotto commerciale da vendere. Però… c’è una clausola esclusiva, ogni modifica apportata deve venire a sua volta resa pubblica alla comunità dei collaboratori. Questo principio fondamentale è alla base della licenza con la quale il software open source viene distribuito, la GPL – General Public License.

    Avete presente il nostro BLOG? Funziona così bene… grazie a me ovviamente (eh eh eh scherzo…) ma anche grazie al CMS che fa da motore a tutto il sito. Il suo nome è WORDPRESS.
    Bene, WORDPRES è un progetto OPEN-SOURCE e noi per installarlo e usarlo su questo spazio web NON ABBIAMO PAGATO NULLA.

  11. Prima di tutto, grazie a tutti per le risposte. Ma in ordine:

    @tutti

    non sto entrando nel merito formale dell’interrogazione, sto dicendo che presentare ai cittadini (a cui suppongo il blog sia rivolto) l’open source come “la panacea a tutti mali e scemo chi non ce l’ha e paga” è dozzinario e superficiale (nonchè uno dei grossi cancri che attanagliano l’open source a livello mondiale).

    @Olly
    Non ho dubbi particolari sulla vostra buonafede, il riferimento alla demagogia (volutamente forte) era per evidenziare come, a mio parere, fosse stata evidenziata solamente una parte limitata della questione.

    @Marco
    Allora, NO, open source non è sinonimo di gratis! Piccolo consiglio, andare a dire in giro una cosa del genere con gente che ne mastichi un minimo, c’e’ da farsi prendere in giro. Come il termine stesso indica, open source è sinonimo di disponibilità del codice sorgente. Il fatto che sia poi eventualmente gratis non ha niente a che fare. Ma come dicevo, neanche ci volevo entrare nel merito dell’uso improprio del termine.

    P.S.= openoffice lo utilizzavo dai tempi di staroffice. wikipedia in caso di dubbi…

  12. Marco Dallai

    Manuel questa è un interrogazione… come giustamente Davide faceva notare l’obiettivo è capire l’ammontare di spesa informatica del comune e allo stesso tempo stimolare l’amministrazione ad una evoluzione tecnologica.
    Ovviamente nessuno pretende di cambiare il sistema informatico da un giorno all’altro. Ci mancherebbe… Già questi non mettono uno spot wifi in comune…
    Tornando all’open-source… certo che è GRATIS. Nel senso che per le licenze PAGHI = ZERO. Hai idea del costo di una licenza?

    Per questi cambiamenti, che spaventano chi non conosce a fondo la materia, ci vuole solo il coraggio e la voglia di iniziare. Un passo alla volta.
    Se clicchi sui link dell’articolo potrai leggere come l’esperienza open-source stia già iniziando a fare i primi passi nelle amministrazioni comunali di Lodi e Pescara.

    Un piccolo esempio molto banale… ma che rende l’idea… Hai mai provato ad utilizzare il paccheto OPEN OFFICE (opensource) al posto di Microsoft Office?

  13. bene! questo scambio di pareri dovrebbe servire a scovare eventuali problemi e chiarire dubbi, sia di natura tecnica che di natura politica.
    Sul primo non ho certamente più voce in capitolo di voi tre e vi ringrazio per aver approfondito un po’ l’argomento.
    Sul secondo mi sento di dire che la demagogia non é il nostro scopo, noi basiamo le nostre proposte sui problemi che, talvolta forse ingenuamente, ci sembrano visibili e forse risolvibili con i nostri pochi mezzi
    …comunque capisco anche che al giorno d’oggi é sempre più difficile riconoscere le intenzioni.

  14. Giuste osservazioni Manuel.
    Io penso al fatto che, la migrazione comporta discorsi più complessi ancora. Un comune non compra un PC alla mediaworl. Fa appalti per fornirsi delle attrezzature informatiche/informative di cui fa uso.

    Ma, se leggi bene, qua, ancora, non si parla di una proposta. Questo è il passo precedente per fare 2 cose:

    1) Portare l’attenzione su un’alternativa sconosciuta. Se ci fosse stata una web-cam in consiglio avresti visto le facce interrogative dei consiglieri alle parole “open-source”.

    2)Conoscere l’effettivo ammontare delle spese informatiche e telefoniche del Comune.

    Skype è gratis. Se riducesse di 1000 euro le spese telecom? non si potrebbero spendere 1000 euro per formazione dei dipendenti del comune a usare Skype?

    OpenOffice è gratis. Se le licenze Office(lo sai meglio di me, ogni 5 anni si è sostanzialmente obbligati a rinnovare) costassero altrettanto?

    Ok. Mettiamo il fatto che sia demagogia.
    Come avresti giustificato un’interrogazione di questo tipo?

  15. Dai ragazzi, non scadiamo nei soliti luoghi comuni da chi si è messo in bocca la parola “Open source” da circa 5 minuti prima di proclamarsene profeta.

    E sia chiaro, non sto contestando l’idea di per sè ottima, ma il modo in cui la state presentando.

    Devono essere proprio scemi quelli che rimangono, nel pubblico o nel privato, con microsoft, vero?
    Mi chiedo se abbiate mai avuto una esperienza professionale a riguardo, che andasse un po’ oltre l’installarsi la slackware sul vecchio pc per riciclarlo come router per la rete di casa.

    Fosse così, dovreste per lo meno sapere che la questione non è proprio lineare lineare del tipo microsoft—> pago —> open source —> non pago.

    Senza entrare nel merito dell’uso improprio del termine (open source != gratis), provate a dare una bella panoramica di cosa comporti una migrazione, in termini di costi, tempi e bagni di sangue per le persone coinvolte, poi ne riparliamo.

    Poi ribadisco (per cercare di sedare sul nascere un buon 80% dei flame che potrebbero seguire), l’idea è buona e sicuramente da perseguire, ma presentata in questo modo è al limite della demagogia.

  16. Marco Dallai

    Hai detto bene: “atto obbligato”!!!
    Come già affermavamo in campagna elettorale all’interno di una amministrazione comunale ci sono una marea di sprechi che una volta individuati possono permettere un risparmio per la comunità di parecchie migliaia di euro. BASTA VOLERLO.

    Leggete cosa sta facendo David Borrelli, consigliere comunale dei “Grilli di Treviso“, a Treviso:

    « Se avessimo bisogno di chiedere delle informazioni al Comune, oggi dovremmo, di norma, uscire di casa, prendere l’auto, ricercare un parcheggio, recarci presso il municipio, ritirare il nostro numeretto e pazientare fino al nostro turno per arrivare ad uno sportello, dove, finalmente potremmo esporre la nostra domanda ed avere una risposta. Oggi ho presentato alla commissione urbanistica un progetto, votato favorevolmente all’unanimità, che prevede l’abolizione di tutto quanto sopra descritto. Mi rendo conto che per noi che usiamo la rete, interagiamo attraverso i blog e i social network ciò che sto per descrivere risulterà banale, ma credetemi che per un’amministrazione pubblica questo progetto è considerato decisamente un salto nel futuro. A breve infatti, un cittadino potrà collegandosi al portale del Comune, utilizzare una chat o il software Skype per comunicare direttamente con l’operatore del Comune, il quale, magari attraverso una skype cast, farà intervenire sulla discussione il tecnico o il dirigente competente al fine di fornire una risposta più esauriente e completa all’utente. L’impiegato del Comune potrà gestire più comunicazioni contemporaneamente, la chat infatti è il giusto compromesso tra la comunicazione verbale e la mail, potrà inviare file o moduli all’utente, potrà indicare e fornire link alle varie pagine informative, l’utente dal canto suo non dovrà muovere un passo dalla sua abitazione o dal suo posto di lavoro. Il futuro è portare i servizi a casa del cittadino, o comunque avvicinarli a lui, non costruire strade, parcheggi o cavalcavia per farlo spostare più rapidamente. Un’amministrazione lungimirante deve investire sull’immobilità del cittadino, sono le informazioni che devono viaggiare, non le persone. Ah!, Dimenticavo! Il costo dell’operazione è pari a zero, si useranno infatti solo software opensource o freeware. Le buone idee spesso…… sono gratis! »

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