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Niente bonus del 55% per l’efficienza energetica

Mentre il mondo svolta verso la green economy, la finanziaria del governo italiano taglia il bonus del 55% per l’efficienza energetica.

FIRENZE. Piano piano si andrà a scoprire che la manovra Finanziaria proposta dal Governo è light perché è priva di contenuti, o perlomeno priva di quei provvedimenti che consentirebbero al Paese di fare un passo in avanti nella direzione della sostenibilità dando anche una mano all’economia. Certo visti gli alti obbiettivi che pone e gli impegni che a parole prende il presidente del Consiglio nelle sedi internazionali, sarebbe stata logica conseguenza aspettarci provvedimenti anche innovativi nella manovra di bilancio per rilanciare o riconvertire settori produttivi attraverso la green economy.
Cosi non è.

Ma nessuno si aspettava alla vigilia di Copenhagen di dover assistere a evidenti passi indietro. Ancora una volta nella Finanziaria è stato azzerato lo sgravio fiscale del 55%, cioè il contributo per il solare termico e l’efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti con sostanziosi vantaggi per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti.

«Come al solito da Berlusconi solo parole. Mentre all’Onu si spende in grandi dichiarazioni di sintonia con Obama, sull’importanza di combattere i mutamenti climatici e puntare sulla green economy come chiave per uscire dalla crisi, in Italia dimostra la solita miopia e arretratezza- accusa Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, che ha accertato l’assenza del rifinanziamento dell’ecoincentivo nella Finanziaria presentata da Tremonti per il prossimo anno- Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti. Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro che ha favorito l’emersione del sommerso e l’attivazione di una nuova economia- ha spiegato Realacci- E’ un colpo anche per il sistema delle piccole e medie imprese, che attraverso l’edilizia legata di qualità si qualificano in un mercato avanzato e in linea con gli altri Paesi europei. Senza contare che l’introduzione di queste misure ha consentito il risparmio di grandi quantità di energia e alle nostre famiglie una notevole riduzione dei costi: tra una casa ben costruita, che utilizza le migliori apparecchiature per l’illuminazione e per degli elettrodomestici, e una casa costruita male, vi è una differenza di spesa annua di circa mille euro a famiglia».

Sulla stessa linea anche Legambiente che si prepara ad una nuova battaglia dopo quella intrapresa lo scorso anno. «Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di CO2 – ha sottolineato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – si colpisce concretamente tutto quel settore dell’industria più innovativa condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di più di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo è inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinché, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata».

Federico Gasperini

Fonte: Greenreport.it

Un commento

  1. come sempre più spesso accade, i fatti sono ben lontani dalle parole!

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