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Micro-cogenerazione: “Volkswagen e l’elettricità fatta in casa”

Maurizio Pallante parla da anni di micro-cogenerazione di energia; l’ing. Palazzetti ha inventato il “Totem” quasi quarant’anni fa. Ma sia l’industria automobilistica che le Istituzioni italiane hanno sempre ignorato queste proposte. Ora, finalmente, una buona notizia. Non dall’Italia, neanche a dirlo, ma un’altra volta dalla Germania.

di Andrea Tarquini (La Repubblica)

cogeneratore

BERLINO – Dopo l’auto del popolo, ecco l’energia del popolo. La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player mondiale dell’auto, l’azienda nata inventando col Maggiolino la vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell’energia con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der Spiegel già fa tremare i produttori tradizionali. La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete. Almeno centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone. A prezzi molto interessanti per l’utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia. L’accordo è stato raggiunto tra Volkswagen e Lichtblick, un’azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale.

E’ un’intesa che il colosso dell’auto e il piccolo, dinamico produttore-outsider di elettricità hanno firmato con validità da adesso per tutto il mondo. Entro il 2010 le mini-centrali domestiche saranno disponibili. E. On, Rwe, gli altri big del comparto energia in Germania, e forse oltre i confini tedeschi anche colossi come Edf, già si preoccupano: è una sfida che probabilmente non si aspettavano. E’ la prima volta che Volkswagen, produttore d’auto “puro”, si lancia alla grande in un altro comparto.

Funziona così. La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento. Il cuore dell’apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

Volkswagen e Lichtblick vogliono installare centomila mini-centrali in Germania in un primo momento, poi dare la caccia ad altri clienti. Ma non è tutto, appunto. Il resto, la produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche. Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.

Fonte: repubblica.it

5 commenti

  1. eee e basterebbe cosi poco…

    fiat+totem+pomegliano+mercato italiano = ?

  2. Come scritto nell’articolo… questo è semplicemente quello che Pallante dice da qualche anno.
    la famosa (x pochi) MICROCOGENERAZIONE.
    E’ vero che non sarebbe esente da emissioni (anche se con i carburanti bio* si potrebbe migliorare la situazione) ma almeno si sfrutterebbe davvero tutta la potenza di un motore. Si riuscirebbe a generare sia energia elettrica che potenza calorica. Sarebbe un primo passo.

    *= in questo caso però poi bisognerebbe regolamentare la produzione altrimenti si rischierebbe, come già da qualche parte sta succedendo, di veder aumentare a dismisura i prezzi dei cereali ecc. a causa della diminuzione delle coltivazioni.

  3. Stando ai fatti…un incremento del rendimento dal 50% al 90%(di più fatico a crederci davvero) non è un risultato positivo, ma a dir poco straordinario.
    Non bisogna però mollare l’obbiettivo che è quello delle energie rinnovabili quelle veramente a 0 impatto.

    Poi, per carità, ogni miglioramento è sempre auspicabile: consideriamo che ci muoviamo automobili che sono mega carrozzoni di 500 kg per spostarne mediamente una persona di 80kg…e tutto ciò utilizzando un motore che, col rendimento del 30%…traduce in un rendimento totale del 5%….dunque c’è margine per fare meglio, c’è margine…

  4. …ma si tratta di un impianto di cogenerazione simile a quelli di cui parlano spesso Beppe e Pallante??

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