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Il Duca Fiorello da Guastalla e le chiavi della città

Il Duca ha colpito ancora, le elezioni amministrative hanno fatto capire che a Guastalla tira un’aria diversa, ma i tecnici comunali che governano la ns. città sono ancora quelli. D’accordo, i nuovi arrivati hanno bisogno di capire come gira la macchina e hanno bisogno dei vecchi manovratori per guidare il ns. comune ma i pericolosi inciuci sono già in atto e su questo abbiamo il dovere di vigilare.

Vi racconto un aneddoto che la dice tutta su come siamo messi.

Nelle ultime due settimane ho ricevuto l’incarico da parte della Rai di coordinare le riprese per il film documentario sulla vita di Antonio Ligabue e come Location Manager insieme al Regista Salvatore Nocita e al grande Attore Flavio Bucci che ha interpretato già nel 1977 il grande pittore. Ho coordinato tutto ciò che serviva per le riprese nelle ns. zone tra Gualtieri e Guastalla, mettendo a disposizione la mia capacità organizzativa e la conoscenza del territorio per trovare i posti più adatti alle riprese, location come pioppeti, argini, piazze, vie storiche, lanche, spiagge, insomma tutto quel ben di Dio che abbiamo sul nostro territorio che ai cinematografari piace tanto e che forse noi non valorizziamo abbastanza.

Le riprese a Gualtieri sono state facilitate dalla Proloco locale che si è resa disponibilissima anche grazie alla persona di Piergino Cittolini e alla Contessa Guarenti per le riprese nella Villa Torello Malaspina Guarienti, per lo studio dell’Artista Nerone e per le riprese sul Po, dove i barcaioli ci hanno messo a disposizione i loro natanti per gli spostamenti della troupe sulle spiagge e sulle lanche sotto il sole cocente di questo luglio afoso. Un grazie anche a Giuseppe Caleffi all’Osteria la Merla che ci ha rifocillato con parmigiano e lambrusco.
Tra parentesi, vorrei rilevare che a Gualtieri il Teatro del Palazzo Bentivoglio è stato dato in concessione ad un gruppo di giovani volenterosi che si sono rimboccati le maniche e spendendo del loro tempo lo hanno reso agibile e ne gestiscono la programmazione con eventi molto interessanti alla portata di tutti con ingresso a 5 euro! FANTASCIENZA PER GUASTALLA che si occupa da anni solo della grande prosa!

Arrivo al punto: al momento di girare le riprese in Guastalla abbiamo trovato un’ottima location presso la Chiesa dei Servi. Flavio Bucci e il Regista Nocita, famoso anche per aver girato i Promessi Sposi con Alberto Sordi, mi chiedono gentilmente la possibilità di visitare il Palazzo Ducale per una ripresa. Chiamo il Comune e come per incanto le chiavi per accedere nel ns. palazzo non si trovano…?

Chi sarà mai la persona che ha l’unica chiave (???!!!) per entrare a Palazzo? Chi si ritiene così importante da tenersi solo per sé le chiavi della ns.città?
Il fantasma di Ferrante Gonzaga? O Maria Luigia Principessa imperiale ed Arciduchessa d’Austria, per la grazia di Dio, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla?
No signori le chiavi le aveva FIORELLO TAGLIAVINI il ns.tecnico comunale in missione a Bologna per conto dei propri interessi…, imperituro gestore del degrado culturale guastallese, pensando, forse, che questa città fosse solo sua.
Ma quello che ci preoccupa oltremodo, è che il Duca, come un astuto galletto segnavento si sta adattando alle mutevoli correnti politiche.

E così non vi è stata alcuna possibilità, ancora una volta, di dar lustro alla nostra Città per un film che sarà protagonista alla prossima edizione del Festival Internazionale del Cinema a Roma e che sarà presentato a New York.
A voi ogni commento!

Alfredo Miti Maturani

15 commenti

  1. Marco Dallai

    Due parole sulla rete come risposta al Sig. Bartoli… lei dice che « la Rete non è, in assoluto, lo strumento che garantisca la verità, veridicità, correttezza, completezza dell’informazione. È un veicolo che ci consente di raccogliere, selezionare, crearci una “nostra” visione del mondo »
    E quindi quale sarebbe la fonte di verità perfetta? Forse la TV o la stampa? Ma si rende conto della “merda” (scusi il termine) che entra nelle nostre case tutti i giorni grazie ad una televisione patetica e di una carta stampata che se solo le togliessero i finanziamenti sarebbe a pezzi???

    La rete non dico che sia perfetta, ma ti dà l’opportunità di informarti a 360°. Puoi verificare, ad esempio, qualche stupidaggine sentita in TV da Gasparri, Calderoli o Veltroni (tanto per citarne tre a caso…). E la stessa rete ti dà la possibilità di verificare anche quello che dice Grillo. Il bello è proprio questo… ti informi e verifichi. Questo per me non significa crearsi un “nostro” mondo ma più che altro significa cercare una verità che la televisione non può darti perchè troppo preoccupata a mandare in onda fiction di bassa lega… veline, culi, tette e qualche spot pubblicitario che incita al consumismo… tanto la crisi non esiste!!!

    Se non ci fosse la rete chi sarebbe mai venuto a conoscenza di casi come quello di Federico Aldrovandi o di Rasman??? Lei pensa che questi siano una mia visione del mondo creata dal web?

    Ed è per questo che l’accesso alla rete va esteso a tutti e anche al più presto. Lo stesso comune di Guastalla dovrebbe iniziare a far qualcosa in questo senso. In primis dovrebbe iniziare ad aggiornare più frequentemente il sito web comunale dando anche più informazioni e poi dovrebbe prodigarsi per far arrivare in tutte le zone la banda larga.

    Leggo che lei è comunque molto sensibile al mondo tecnologico e del web. Questo non mi può che far piacere e forse potrà anche comprendere la nostra amarezza del non poter usufruire nemmeno di un semplice spot WI-FI durante i consigli comunali… per poter trasmettere in video la seduta. Sempre che ce lo permettano, visto che durante il secondo consiglio, inspiegabilmente aggrappandosi ad alcune scuse senza senso, ci è stato negato.

    Chiudo ringraziandola della sua partecipazione con la speranza di ritrovarla con qualche altro intervento sulle nostre pagine del blog.
    Grazie ancora.

  2. Buonasera ai lettori,
    vedo che il dibattito ferve e gli accessi continuano attorno al tema, con almeno due linee interpretative. All’assessore piace o non piace Internet? Allora credo sia opportuno proporre l’interpretazione “autentica” del mio pensiero. La frase – “Forse occorre entrare nell’idea che si deve parlare, a tema, nei momenti e luoghi opportuni, con le persone preposte, non affidarsi a pressapochismi.” – si riferiva esattamente al fatto che l’attività di un Ente Pubblico è regolata da norme e procedure, secondo una catena di responsabilità che va dai soggetti eletti (Sindaco, Consiglieri) ai soggetti nominati (Assessori) sino ai soggetti preposti (Funzionari e Impiegati). Per ragioni di legittimità ogni operazione che investa un EP, dalla più semplice (una richiesta all’URP) alla più complessa (la stesura del bilancio annuale) deve svolgersi attraverso questi canali, in forma scritta. Potrà sembrare farraginoso, ma è l’unico percorso che possa garantire trasparenza, accessibilità agli atti, conservazione della memoria dell’operato. Quanto ho affermato, quindi, voleva semplicemente invitare a seguire queste regole (richiesta all’assessore, domanda all’URP, domanda all’ufficio competente, e così via …) da applicarsi al di là del caso di specie (Palazzo Gonzaga), ma intese in via generale nei rapporti con l’EP.
    Detto questo, si potrebbe osservare quanto si vuole sul digital divide (e sul fatto che gli atti amministrativi possano/debbano essere accessibili via Internet), si potrebbe obiettare circa la necessità di utilizzare Internet e i servizi ad esso collegati specialmente sul versante pubblico, si potrebbe considerare che investimenti prioritari dovrebbero darsi proprio in queste direzioni. Tutto giusto, tutto corretto, tanto che il sottoscritto non usa quasi più posta cartacea ma solo e-mail, debitamente archiviate. Utilizza i servizi delle grandi biblioteche digitalizzate, dei sistemi informativi archivistici, della PEC, delle liste di discussione professionali, della trasmissione informativa in formato PDF, anche al fine di evitare sprechi e accumuli di carta. Tutto un mondo che ruota attorno a Internet, dunque.
    Resta però il fatto che la Rete non è, in assoluto, lo strumento che garantisca la verità, veridicità, correttezza, completezza dell’informazione. È un veicolo che ci consente di raccogliere, selezionare, crearci una “nostra” visione del mondo. Il discrimine resta sempre nell’onestà intellettuale con la quale lo si usa, con la quale si assemblano informazioni, si creano convinzioni, si costruiscono propri archivi ideali. Questa credo sia la grande sfida di Internet e della Rete, ma parlando con interlocutori che lo utilizzano ampiamente probabilmente spalanco una porta già aperta, o alla quale sono già state fatte saltare le serrature.

    p.s. circa la chiave, i cittadini possono stare tranquilli, ne esistono varie copie in possesso di più persone (ad es., l’Ufficio Tecnico), ma il nodo è sempre quello, occorre chiederla a chi ha l’incombenza di renderla disponibile (vedi il discorso della “responsabilità”).

    Con i migliori saluti
    Eugenio Bartoli
    Assessore etc.

  3. anche io ho inteso ciò che hanno inteso Marco e Grazia, comunque resta il fatto emerso…esiste solo una chiave in mano ad una unica persona???? a me non sembra una cosa normale.

  4. Paolo, Grazia, a mio parere avete frainteso il senso della frase su cui vi soffermate.
    Per come la leggo io, non ha il significato di bollare la discussione su internet come non opportuna, altrimenti dubito avrebbe risposto con un commento di quel tipo…
    A mio parere, si intende dire che nello specifico di quanto successo (estendibile anche allo scibile di tutte le eventuali ulteriori richieste), la richiesta doveva arrivare a lui direttamente e possibilmente seguendo un iter compatibile con tutte quelle che sono le procedure d’accesso del caso.

  5. mi associo ai ringraziamenti per la risposta:
    la ringrazio molto anch’io Assessore alla Cultura e identità della città (e altre deleghe) e ringrazio anche l’autore dell’articolo che mi ha fatto sorridere per l’ironia, ma vorrei farle notare, che sarebbe stato meglio non aver letto le ultime sue dieci righe di commento..

    come comune cittadino penso che un amministratore pubblico, nel 2009, non puo’ non sapere che per molti la rete E’ il luogo opportuno, è l’unico luogo dove esiste ancora la vera democrazia;

    per l’episodio della chiave, il pressapochismo penso sia di tutto il Comune, non solo suo (..magari del signore nominato nell’articolo)

    Tutto il resto, caro Assessore, non è polemica, è la barzelletta della chiave perduta

  6. Non conosco la storia di cui si parla in questo post ma dopo aver letto tutto mi sono rimaste impresse queste parole da parte del Sig. Bartoli “Forse occorre entrare nell’idea che si deve parlare, a tema, nei momenti e luoghi opportuni, con le persone preposte, non affidarsi a pressapochismi.”
    BE IO PENSO CHE QUESTO BLOG E’ UN LUOGO MOLTO OPPORTUNO PER PARLARE DI COSE PUBBLICHE.PIU’ PUBBLICO DI INTERNET COSA C’E’?

  7. Manuel Galli

    anch’io colgo l’occasione x ringraziare l’assessore x essersi degnato di dare una risposta ed avere un confronto e propio x questo volevo ricordare che se le elezioni hanno premiato chi non è mai riuscito x 60 anni è anche xchè i cittadini di Guastalla si sono rotti dei soliti personaggi che x 20 anni spesso e volentieri hanno fatto i loro comodi senza pensare al futuro della città e alla sua valorizzazione quindi colgo l’occasione x dire che c’è bisogno di aria nuova cioè un ricambio di volti e idee.
    STACCHIAMOCI DAL PASSATO!

  8. …ma per davvero c’è una sola copia delle chiavi??!!? :O
    o é uno scherzo?..
    …perché altrimenti in caso di urgenza, se non sono in sede le chiavi, che si fa??!!!??……

  9. …se si mettono dei cartelli inutili in mezzo alla campagna che non serve a nessuno con il limite dei 50km-h, se siamo cosi precisi, allora PERCHE’ non si mettono cartelli più utili spiegando all’ultimo arrivato dove si trovano le chiavi dei palazzi del POPOLO e non spiegando loro che mille scuse si devono perche’ non e’ ammessa ignoranza, quando si nutre l’ignoranza stessa con dei chiari messaggi di menefreghismo verso coloro che della politica non ne fanno.. vogliate essere una soluzione per il popolo non un problema!! La Protezione Civile di Luzzara non fa politica, se deve essere una colpa allora che siano tutti colpevoli!!!!!!

  10. Volevo prima di tutto ringraziare l’assessore Bartoli per la pronta risposta su questo blog;
    Nemmeno io voglio entrare nel merito delle critiche “ad personam” rivolte al sig. Tagliavini da Aldredo,però è da un pò che mi stavo chiedendo una cosa: perchè il sig. Tagliavini,che è la persona chiamata in causa,non ha ancora replicato agli articoli?
    Credo che ai lettori di questo blog,alla nostra lista e allo stesso assessore Bartoli interesserebbe molto ascoltare una risposta dal diretto interessato.

  11. Ringrazio per la replica l’Assessore alla Cultura Eugenio Bartoli che stimo molto sotto l’aspetto intellettuale e professionale, ma del quale non condivido alcune linee politiche adottate per il futuro della Cultura guastallese.
    Per quanto riguarda la chiave del Palazzo Ducale, siamo di fronte all’ennesima occasione perduta tutto quest’interesse su un piccolo episodio mostra la necessità d’essere più chiari sull’opera della nuova amministrazione, ai cittadini interessa la trasparenza e il cambiamento.

    A mio parere le elezioni hanno dato un chiaro segno di svolta per Guastalla, e per questo chiedo:

    come mai la nuova amministrazione considera indispensabili funzionari che da oltre 20 anni hanno trattato la cosa pubblica in modo ambiguo e dimostrabile? Non vi è forse il bisogno di una rimodulazione del personale in funzione del miglioramento della capacità produttiva del comune?

    Ciò non significa che bisogna licenziare in tronco i dipendenti comunali, ma significa che alcuni dipendenti potranno essere destinati a funzioni e uffici diversi dagli attuali, per facilitarne il rinnovamento in modo concreto.

    Approfitto oltremodo per chiedere quali motivi politici non permettono ad un’associazione di volontariato come quella della Protezione Civile di Luzzara di dare il proprio contributo alla riuscita della notte bianca a Guastalla per la quale mi sono impegnato sotto l’aspetto organizzativo?
    Un no senza motivazioni fine a se stesso non aiuta nessuno.

    I cittadini devono essere informati su tali movimenti e soprattutto devono sapere quali e come saranno utilizzate le risorse destinate alla cultura, al turismo, ai servizi sociali, all’urbanistica, alla scuola, al lavoro, ma fino ad ora abbiamo sentito parlare solo di istituire un commissariato e abbiamo preso atto che la prima ordinanza è stata quella di multare i mendicanti per le vie del centro! Nel senso che andranno tutti nelle frazioni?

    Alfredo Miti Maturani

  12. Marco Dallai

    Questo Blog è nato proprio per essere veicolo di scambio informazioni con tutta la cittadinanza Guastallese e non ed è per questo che personalmente ringrazio l’Assessore Eugenio Bartoli per la replica all’articolo.
    Fatto sta, comunque, che in merito alle riprese video all’interno del palazzo ducale, per me, abbiamo perso un ottima occasione per qualificare Guastalla nel mondo.

  13. Eugenio Bartoli

    Buongiorno ai lettori di questo sito.
    Vedo l’articolo in intestazione, al quale credo sia opportuno far seguire qualche precisazione. Non entro nel merito, ovviamente, delle affermazioni “ad personam”. Già in altra occasione l’autore dell’articolo aveva dovuto precisare che si tratta di opinioni personali slegate dalle linee guida del sito. Mi preme piuttosto evidenziare che, come assessore, si toccano temi connessi all’attività del sottoscritto.
    Allora, tanto per dire, lunedì 13 luglio sono invitato sul set delle riprese del lavoro Nocita/Bucci, e non si parla di Palazzo Ducale.
    Mercoledì 15 luglio alle 16.00 tramite centralino del Comune mi è stata fatta richiesta dal responsabile locale della produzione (l’autore) di poter accedere ai locali del Seminario Vescovile per riprese che non si sarebbero potute fare a Reggio. Alle 16.00 stesse mi metto in contatto con il sacerdote titolare della custodia del Seminario, spiego la questione, ottengo l’accesso e alle 17.00 Nocita e troupe visionano i locali. Il mattino successivo, giovedì 16, girano.
    Magari un riconoscimento per questa tempestività, un ringraziamento pubblico al sacerdote? No, genericamente si cita la “Chiesa dei Servi”.
    Per dirne un’altra, la gestione di un teatro come quello di Guastalla (1671, il più antico della provincia) è cosa complessa, che può sempre essere migliorata, ma non bastano i volenterosi e i 5 euro a spettatore. Con 50 aperture annuali (150 giorni operativi) e un tasso d’occupazione dei posti estremamente significativo non bastano i dilettanti.
    Per dirne un’altra ancora, né il 13 né il 15 né tantomeno il 16 è arrivata all’assessore alcuna richiesta di accesso a Palazzo Ducale per svolgere riprese.
    Si tratta di un edificio in cui è aperto un cantiere, il museo è chiuso nella stagione estiva, è allarmato ed esistono precise regole per l’accesso. A parte ciò, ripeto, all’assessore non è giunta alcuna richiesta. Pur trovandomi a Bologna per impegni istituzionali, col funzionario dr. Tagliavini, l’efficiente centralino del Comune (Elsa e Clara) mi/ci avrebbe contattati in tempo reale. Così come ho personalmente fatto per il Seminario (le telefonate sono elencate al centralino, per ragioni di controllo contabile) altrettanto avrei fatto per Palazzo Ducale, nei limiti del possibile e per favorire due maestri della cinematografia.
    Forse occorre entrare nell’idea che si deve parlare, a tema, nei momenti e luoghi opportuni, con le persone preposte, non affidarsi a pressapochismi.
    L’attuale amministrazione di Guastalla è estremamente attenta al dialogo con i cittadini (gli orari di ricevimento da parte degli assessori sono stati notevolmente ampliati), alle loro esigenze, alle risposte che è possibile dare in un quadro di buona conduzione del Comune.
    Tutto il resto, cari lettori, è pura polemica. Ma non è un atteggiamento che porta lontano. Vi ringrazio dell’attenzione.

    Eugenio Bartoli
    Assessore alla Cultura e identità della città (e altre deleghe)

  14. Bel resoconto! Suggerisco per i titoli di coda:
    Per le scene mancanti si ringrazia il sig. Fiorello Tagliavini

  15. mauro minardi

    evidentemente il palazzo ducale è della politica non del popolo , forse è servita la cosa di per sè spiacevole ,anche x far vedere al mondo dell arte come ci si muove nel torbido dei palazzi , unica consolazione aver avuto li flavio bucci un grande impersonatore di ligabue di oltre 20 anni fa , non mollate ragazzi vi segue tutta italia ,state facendo scuola , avete aperto un forziere sono in molti che aspettano il tesoro …… la trasparenza.

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