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Dall’economia del Denaro all’economia del Donare. Dall’€uro allo ŠCEC…

Nel ben mezzo di questa crisi finanziaria causata da un sistema ormai vicino all’implosione, oggi con questo articolo vorremmo introdurvi nel mondo degli ŠCEC, una reale alternativa all’economia del Denaro già presente in europa e anche in Italia.
Questo articolo nasce anche grazie agli amici di Cavriago della Lista Civica 5 Stelle e dal Gruppo Val D’Enza che proprio una paio di settimane fa ci hanno introdotto questo argomento davvero interessante e che merita senz’altro di essere approfondito.

Indice:
La Filosofia dello ŠCEC
Cosa sono gli ŠCEC?
Come usare gli ŠCEC?
Perché usarli?
Maggiori Informazioni


La Filosofia dello ŠCEC

Da un’economia che sul DENARO ha fondato da millenni il suo potere, caricandolo di significati di sopraffazione, egoismo, avidità, schiavitù, si può passare solo attraverso questo semplice spostamento, nella economia del DONARE dove ciascuno fa un piccolo passo indietro e mette l’IO dietro al NOI. Dove un piccolo dono rende florida e abbondante una comunità.

Ci piace parlare di comunità e non di economia perché la comunità è l’insieme delle persone e non è spersonalizzante e fredda come i termini economia, mercato ecc.
Intendiamoci il denaro in sé non è una cosa cattiva, è un semplice strumento come tanti altri, ma aggiungendoci il debito alla sua immissione nella comunità, diventa facilmente un enorme strumento di potere per il creditore e quindi di sopraffazione, di distruzione.
Fare il passaggio dall’economia della distruzione (Denaro creato con tasso interesse) all’economia del Donare è fare “salto quantico” che richiede un’adeguata grammatica logica.
Se il Denaro basato sull’indebitamento ti domanda sempre il perché fai una cosa e quanto ci guadagni, al contrario lo scambio basato sul Donare è un atto di rinuncia, incomprensibile nel mondo del Denaro, che non chiede il perché e quale sarà il ritorno di questa azione, ma vede le cose con un’ottica più ampia e sa che dal suo piccolo atto di rinuncia tutta la comunità sociale ed economica potrà trarre giovamento.
Attraverso questo passaggio logico si arriva a capire la filosofia che sta alla base del progetto di ArcipelagoŠCEC. La Šolidarietà Che Cammina è una rinuncia (Donare) fatta dal partecipante al circuito che offre un bene od un servizio ad una percentuale del prezzo in euro (Denaro). Lo ŠCEC non è altro quindi che il simbolo e la rappresentazione grafica di questo atto, una sorta di attestato che permette a chi lo fa circolare di far vedere che partecipa attivamente all’economia del Donare.

Lo ŠCEC quindi non rappresenta altro che un metro della solidarietà che circola in una comunità che ha scelto di rinunciare ad una % del prezzo pagato con il Denaro.
Ha quindi valore lo ŠCEC?
Per noi ha un valore immenso, ma non nel senso che gli attribuiamo nella economia del Denaro. Di per sé non è altro che un pezzo di carta colorato che testimonia lo scambio di atti di liberalità che i partecipanti ad un circuito, locale, regionale, nazionale o perché no, anche internazionale, si sono promessi di fare reciprocamente.
Non ha valore, non è convertibile in denaro, chi ha ricevuto ŠCEC ha solo la promessa non la garanzia che potrà ricevere dal circuito questo Dono ed a lui starà cercare e trovare chi potrà scambiarsi la Šolidarietà e questo si concretizza e si rinnova ad ogni nuova rinuncia.
Lo ŠCEC trascende anche il concetto stesso di moneta intesa nel senso dell’economia del Denaro non portandosi dietro il concetto di valore.

Facciamo circolare la solidarietà, associamoci e facciamo associare i nostri amici al circuito di ArcipelagoŠCEC. Facciamo rete fra coloro che hanno una visione del mondo che non si ferma al puro business, scambiamoci reciprocamente un atto d’amore rappresentato dallo ŠCEC. Una piccola azione che cambia il mondo, senza sforzo.


Cosa sono gli ŠCEC?

Gli ŠCEC,  sono la rappresentazione grafica di un atto di solidarietà avvenuto fra gli iscritti al circuito di ArcipelagoŠCEC, una diminuzione di prezzo che viene riconosciuta reciprocamente.
Non sono niente altro che Buoni Locali di Solidarietà e nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero (più di 75.000 aziende!), REGIO tedesco (oltre 60 monete locali in rete) e il sistema Buoni che copre l’intero Giappone.
Di per sè però non sono una moneta in quanto non hanno valore, ma comprovano un comportamento di solidarietà tra gli iscritti al circuito scambiandosi diminuzioni di prezzo su servizi, beni, attività artigianali o professionali. Una sorta di metro della solidarietà all’interno della comunità dove una piccola rinuncia circolare porta arricchimento a tutti i suoi componenti.
Un modo per attuare quello che le religioni di tutto il mondo hanno come precetto, il più delle volte inascoltato. La messa in pratica di quel “rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo i nostri debitori”, o altre comportamenti analoghi che si ritrovano nella religione ebraica o musulmana.


Come usare gli ŠCEC?

Il funzionamento è intuitivo. I Buoni ŠCEC vengono stampati da ArcipelagoŠCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti ad ArcipelagoŠCEC e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. I Buoni Locali ŠCEC danno diritto poter pagare con gli ŠCEC una parte dei prezzi delle merci e dei servizi offerti dalle imprese, professionisti, produttori agricoli, artigiani, aderenti al circuito.
Lo
ŠCEC viene speso in percentuale (usualmente dal 10% al 30%) sia nelle aziende convenzionate, sia per pagare i servizi che gli altri associati offrono (avvocati, medici, dentisti, commercialisti, ripetizioni, baby sitting, lavori artigianali, ecc.).
Chi riceve ŠCEC, li riutilizza a sua volta per gli acquisti presso le aziende aderenti, coinvolgendo anche i propri fornitori o reperendo aziende fornitrici nel circuito locale o nazionale. Inizia così una conveniente, vera azione di rilancio territoriale, con prospettive di crescita e sostenibilità per le piccole e medie imprese.

Esempio dell’uso dello ŠCEC:

  1. La famiglia riceve gratuitamente degli ŠCEC
  2. fa una spesa da 50,00 euro
  3. paga 40 euro + 10 ŠCEC

Gli SCEC hanno un rapporto 1:1 con l’euro, ma non sono convertibili.
Sono uno degli strumenti che vengono usati dall’ArcipelagoŠCEC per ricreare le economie locali su basi che non siano quelle dello sfruttamento esasperato delle risorse e del territorio. Si ha la convinzione che si debba ripartire dalla comunità sociale e dall’economia locale per risanare il nostro mondo che ha abbandonato ormai il semplice buon senso.
 Il futuro riparte dalla saggezza e dal rapporto con la natura che ha sempre fatto parte della nostra cultura contadina.


Perché usarli?

Negli ultimi anni abbiamo assistito dell’impoverimento delle economie locali ad un’accelerazione in atto ormai da decenni. Le piccole attività industriali, artigianali, commerciali e contadine, una volta il fulcro della vita economica del nostro territorio, si stanno inesorabilmente spengendo.
Le cause vanno ricercate essenzialmente in due fattori:

  1. Il meccanismo di emissione della moneta ufficiale – ogni Euro emesso dalla Banca Centrale o prestato dal sistema bancario crea un debito per la collettività o per il singolo. Lo Stato è fortemente indebitato con la Banca Centrale (il debito pubblico è circa 1600 mld di euro) e le famiglie sono sempre più indebitate con il sistema bancario per la casa e per gli acquisti, come auto, mobili, elettrodomestici.
  2. La grande distribuzione, oggi quasi totalmente in mano a multinazionali estere, drena continuamente ricchezza dal territorio e questa ricchezza non viene reinvestita localmente; le loro politiche di vendita diventano ogni giorno più aggressive.

Il risultato di questo sono economie squilibrate e comunità sociali disgregate che diventano sempre più povere pur producendo sempre di più in un cappio sempre più stretto. Bisogna invertire questo processo e rivitalizzare le economie locali recuperando e creando mercato alle produzioni locali riscoprendo quella solidarietà sociale ed economica che è sempre stata alla base delle nostre comunità contadine.
Utilizzando gli ŠCEC come percentuale di prezzo non convertibile in denaro e adottando un  modo di fare impresa che ritorna ad avere come centro l’uomo si può in poco tempo sganciarsi dal meccanismo che ci porta all’autodistruzione.


Maggiori Informazioni

Per dubbi, domande e risposte e maggiori informazioni:
Coordinamento nazionale dei Buoni Locali di Solidarietà SCEC

Chiudendo questa breve introduzione, vi segnaliamo che a Cavriago, grazie agli amici della della Lista Civica 5 Stelle e dal Gruppo Val D’Enza, è già in atto una campagna di sensibilizzazione verso i commercianti e i cittadini. Chiunque può iscriversi ed avere i primi SCEC da utilizzare da subito.

3 commenti

  1. OK RAGAZZI, AVANTI COSI’ !!!!!
    LA MONETA DEVE ESSERE DEL POPOLO E NON DEL GRASSO BANCHIERE PRIVATO ( Banca Centrale Europea) CHE LA CREA DAL NULLA PER POI “VENDERCELA” AD UN COSTO CHE SUPERA DEL 200% IL VALORE DI PARTENZA !!!
    PENSATE CHE UNA BANCONOTA COSTA 3 CENTESIMI DI EURO ALLA BCE CHE POI LA PRESTA AL NOSTRO STATO PER IL VALORE NOMINALE (cioè quello stampato sul magico foglietto) PIU’ GLI INTERESSI.
    SIAMO QUOTIDIANAMENTE TRUFFATI!!!
    GUASTALLA SVEGLIATI !!!!

  2. Davide Zanichelli

    Assolutamente.
    Per quanto riguarda l’ordinanza di ieri stiamo già lavorando per mettere un articolo sul sito ed eventualmente trasmettere un comunicato stampa(nella speranza che venga considerato dai mezzi d’informazione più tradizionali).

    Per quanto riguarda la priorità del palazzetto la posizione è stata espressa da marco(“rapida realizzazione del Palazzetto”):
    http://www.guastalla5stelle.org/2009/06/palazzetto-dello-sport-ripensarne-la-progettazione/
    E, sulla priorità della sua costruzione non ci sono dubbi. E nessuno all’interno della lista ne ha.
    Quello che manca nella maggioranza è volontà di iniziare un lavoro voluto da un’amministrazione diversa, e la scarsa sensibilità verso il mondo sportivo che fa in modo che eventuali fondi vengano spesi per la costruzione di un commissariato piuttosto che in un palazzetto.
    Quello che c’è da fare è che le associazioni sportive di Guastalla si uniscano in una voce unica, alla quale, senza dubbio, ci associeremo anche noi, e, speriamo, anche nella voce degli altri 5 consiglieri di “Guastalla Insieme” che sono i promotori del palazzetto.

  3. MARCO - GUASTALLA

    VORREI SAPERE…

    COME SI PONE LA LISTA CIVICA E CHE POSIZIONE ASSUME DI FRONTE ALL’ORDINANZA FIRMATA DAL SINDACO BENAGLIA NELLE ULTIME ORE?

    COME SI PONE DAVANTI ALLA DECISIONE DEL NS NUOVO ASSESSORE ALLO SPORT DI NON COSTRUIRE IL PALAZZETTO?

    RIMARRETE IN SILENZIO ASPETTANDO?

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