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Un bell’esempio di Prevenzione, Riduzione e Riutilizzo

Gli esperti del settore concordano nell’affermare che la prevenzione nella produzione dei rifiuti, in Italia soprattutto, è molto sottovalutata nonostante che le direttive europee stabiliscano che nel ciclo della gestione dei rifiuti è la prevenzione l’obiettivo prioritario verso cui tutte le politiche in materia dovrebbero tendere.

Prevenzione, riduzione e riutilizzo sono le parole chiave che possono guidare le amministrazioni pubbliche nell’organizzazione delle attività cercando di recuperare il ritardo con cui la prevenzione si è affacciata come nuovo orizzonte sul territorio a livello locale e nazionale.

A questi proposito vogliamo parlare dei progetti realizzati a Piossasco, un comune a 30 km da Torino che conta 17500 abitanti.
La Città di Piossasco ha istituito un fondo destinato all’incentivazione degli interventi per la riduzione dei rifiuti alla fonte e l’uso di buone pratiche ambientali rivolto agli esercenti commerciali di vicinato e attività di somministrazione alimenti e bevande in pubblici esercizi.

Questo fondo, inferiore ai 30.000 euro per due anni di attività (2007-2008) ha permesso la realizzazione di alcuni progetti che hanno avuto, evidentemente, effetti positivi anche sull’ottimo livello raggiunto dalla raccolta differenziata: il 73%. Nonché sul dato relativo alla produzione di rifiuti prodotta giornalmente a Piossasco (1 kg procapite) inferiore del 37% rispetto alla media della provincia di Torino (kg. 1,58). Vediamo alcuni di questi progetti in che cosa consistono.

Rete dei negozi leggeri: ovvero contributi ai negozianti che adottano buone pratiche di riduzione degli imballaggi.

Il Progetto Riducimballi in collaborazione con Ecologos e in concertazione con l’Assessorato al commercio è stato finanziato con circa 14.000 euro, prevedendo un contributo per i negozi aspiranti a entrare nella rete pari al 50% del costo in caso di investimento (acquisto / installazione di attrezzatura) e un contributo di 150 euro per l’adozione di buone pratiche di riduzione.
Hanno aderito 22 negozi di prossimità.

Le pratiche di riduzione attuate vanno dalla vendita di vino sfuso, di detersivi alla spina, all’abolizione di imballaggi inutili come le bustine di zucchero, all’impegno ad acquistare solamente detersivi sfusi per fare le pulizie, ecc. Tutti i negozianti hanno dovuto seguire dei corsi di aggiornamento in tema di rifiuti. Ipotizzando un consumo settimanale di una bottiglia l’acquisto di vino sfuso con vetro a rendere permette di evitare in un anno 19,1 Kg.

Io non compro rifiuti: ovvero incentivazione economica in favore dei cittadini che utilizzano borse di tela in modo continuativo 
Per questo progetto sono stati investiti 10.000 euro con il coinvolgimento della Rete negozi leggeri impegnati nella promozione di un’altra buona pratica: si sono distribuite 500 borse di tela, a ognuna delle quali è stata associata una tesserina.

Ogni volta che il cittadino usa in uno qualsiasi dei negozi aderenti alla rete la borsa di tela del Comune, riceve un timbro sulla tesserina. Dopo cinque timbri, ha diritto a 5 euro di sconto in uno qualsiasi dei negozi della rete. L’importo dello sconto viene poi rimborsato ai negozi dal Comune.

Il bambino leggero: contributi per i genitori che acquistano i pannolini riutilizzabili.
E’ stata fornito a ogni famiglia in attesa un set completo di pannolini riutilizzabili in comodato d’uso, il Comune chiede in cambio di potere monitorarne l’uso nonché la disponibilità della famiglia a parlare ad altre dell’esperienza. Si è quindi concesso un bonus di 100 euro a famiglia per l’acquisto di un set di pannolini presso due negozi leggeri che li mantengono in vendita. Costo totale del progetto 3500 euro.

La terza fase, in corso, prevede l’inserimento di pannolini riutilizzabili nell’asilo nido, con il coinvolgimento di genitori e operatori del nido, per verificarne la fattibilità attraverso l’avvio di una fase di sperimentazione. Con la eliminazione dei pannolini usa e getta, il comune conta di risparmiare circa 5000 euro/anno nella raccolta.

Dove ti butto: ovvero una campagna consistente in piccolo premio per un corretto conferimento di un rifiuto o di un oggetto dismesso. 
Dove ti butto ha prodotto 2000 buoni sconto da 1 euro (spendibili nella rete dei negozi leggeri) per i cittadini che hanno consegnato all’ecocentro alcune tipologie di rifiuto: olio da frittura, oli esausti di automobili, piccoli elettrodomestici, contenitori di materiali pericolosi (vernici e altri), neon e lampade a basso consumo energetico, ecc. I cittadini hanno avuto così l’opportunità di imparare a smaltire correttamente rifiuti che altrimenti finiscono nell’indifferenziato o negli scarichi.

Il costo totale di questa operazione, comprensiva dei costi per la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti, è stata di circa 4000 euro.

L’Assessore all’Ambiente Cristina Abrami a cui abbiamo chiesto un bilancio sul lavoro svolto e sui costi ci ha evidenziato che in questi progetti sono stati investiti poco più che 30.000 euro in tre anni.

“Il Progetto Riducimballi concertato con l’assessorato al commercio” – sottolinea l’Assessore – “non solo sancisce una scelta ambientale e di educazione alla riduzione dei rifiuti, ma è anche un modo per incentivare il commercio di prossimità. Occorre impiegare incentivi economici solamente verso quei soggetti che si impegnano in progetti precisi e dagli esiti monitorabili. Elargire incentivi non basta: è necessario costruire un dialogo per attuare un percorso condiviso in cui i soggetti coinvolti si sentano parte integrante e sappiano trasmetterlo, in questo caso, ai propri clienti. La comunicazione ha avuto un peso notevole e ha toccato migliaia di contatti. Questo progetto ha dato l’occasione ai negozi di prossimità di imparare a valorizzarsi, a differenziarsi e a capire l’importanza di mettersi in rete come garanzia di sopravvivenza nell’epoca dei grandi supermercati e dei centri commerciali”.

Per maggiori informazioni: 
www.riducimballi.it

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