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Ombre preoccupanti nel dibattito culturale Guastallese

In Europa l’industria culturale creativa produce un fatturato di 654.000 miliardi di euro che corrisponde al doppio del fatturato dell’auto.
Bisogna aggiornare le strategie d’azione su quest’argomento, l’amministrazione culturale a Guastalla tra musei, teatro ed eventi, ha dimostrato un bilancio amministrativo completamente in rosso sotto quest’aspetto, spendendo nel 2008 la bellezza di 1.150,000 euro (un milione centocinquantamila) con un ricavato di 50.000 euro: vergognoso e incredibile direi! Senza considerare le perdite degli anni passati.
Tutto questo senza essere riusciti a creare luoghi di aggregazione sociale sani per i giovani e le famiglie, a parte qualche esempio di ritrovi privati che ripetono uno stereotipo di divertimento ormai superato e nocivo per la salute e l’intelletto.

L’economia della cultura e della conoscenza sono i canali di sviluppo per il futuro, come le energie rinnovabili e il turismo.
La cultura è il sistema fondamentale per l’innovazione, senza di questo non c’è futuro ed è un’opportunità da cogliere per nuovi posti di lavoro.
Non si può pensare ad esempio ad un paese senza formazione che ritengo più importante delle strade e dell’urbanizzazione fine a se stessa, è inutile e dannoso creare nuovi alloggi in un contesto sociale culturale disorganizzato.

Ci sono responsabilità alle quali bisogna rispondere per il futuro delle prossime generazioni, occorrono strategie coordinate da gruppi esterni di genitori e privati per uscire dal contesto scolastico, ancora luogo considerato unico garante che non si può mettere in discussione ritenendo che sia l’unica corporazione che possa decidere su ciò che si deve e non si deve fare per la formazione.

Il mondo non ragiona più così, abbiamo ancora una forte resistenza mentale al cambiamento, ovviamente per motivi d’interesse di pochi, ci sono ancora meccanismi di reclutamento che non hanno paragone con i paesi più evoluti di noi, si continuano a mortificare le aspettative di carriera dei giovani costretti ad andare in altri paesi.
Il futuro ci scavalcherà lasciandoci al palo.
Dobbiamo immaginare insieme una società sulla base delle richieste drammatiche di cambiamento che arrivano dal resto della società, affrontando con coraggio questa profonda mutazione epocale.

Auspico che la nuova energia scaturita dai risultati delle elezioni possa tener conto di questa che è una delle priorità assolute che esulano dai risultati elettorali ottenuti, e che il buon senso, che oggi sembra essere rivoluzionario, prevalga per il bene della nostra città.

Maturani Alfredo Miti
Lista Civica 5 Stelle “Beppe Grillo” Guastalla Liberata

Un commento

  1. antonio campanini

    ciao al scusa ma non ho capito bene il tuo intervento , io penso che la cultura non debba essere un industria e valutare la sua efficacia sulla base di un bilancio economico , la valutazioni secondo me debbono esere altre come si investe ? con quali priorità ? ad esempio le arti dimenticate come gli artisti di strada , i burattinai vivono un momento di grande difficoltà , e penso che le amministrazioni comunali dovrebbero investire su queste arti , ne avrebbe beneficio la comunità i bambini verrebbero sottratti alla televisione , si investirebbe per la conservazione di patrimonio artistico enorme che fa parte della nostra cultura popolare . ciao Antonio Campanini

    RISPOSTA
    Grazie per la domanda Antonio, capisco la tua posizione di non volere la cultura come un sistema industriale ma il valore economico e sociale dei settori della cultura e delle attività creative vanno già a braccetto da anni, per fortuna, ma bisogna migliorarne l’interazione.
    Al di là di ogni reminescenza ideologico-politica, due cose sono certe:

    1) Non abbiamo più risorse per garantire una gestione pubblica dei beni culturali materiali e immateriali
    2) Rimane sottoutilizzato l’apporto del capitale privato alle attività culturali.

    Quando si parla di cultura creativa il raggio di azione diventa ampio.
    Possiamo dividere l’argomento in tre settori principali considerandoli globalmente parte della formazione:

    Cultura Materiale: Moda, Design Industriale , Artigianato e Industria del Gusto

    Industria dei Contenuti, dell’informazione e delle comunicazioni: Software, Internet, Editoria, TV e Radio, Pubblicità e Cinema

    Patrimonio Storico e Artistico: Patrimonio Culturale, Architettura, Musica e Spettacolo, Arte Contemporanea

    Guastalla nel suo piccolo ha ancora molte persone e situazioni eccellenti da valorizzare, ma rimangono isolate, quando andrebbero considerate leva strategica per lo sviluppo della ns. città.

    Dobbiamo migliorare la collaborazione tra istituzioni, imprese, settori professionali, associazioni, fondazioni e i sistemi della formazione.

    L’Italia ha storicamente una forte tradizione nei settori sopra elencati, ma deve implementarli.
    Il settore creativo è costituito da molteplici profili professionali, culturali e imprenditoriali che utilizzano il valore aggiunto della “creatività” per “nuove e utili” forme di produzione culturale e tecnologica.
    Due i modelli di riferimento: la creatività come input dell’innovazione e della tecnologia (ossia come portatrice di un modello industriale e degli affari) e la creatività come input della qualità sociale, fondata sulla cultura tradizionale, sulla qualità estetica, sui beni della cultura materiale (design), sul valore del territorio e sulla adozione creativa di nuove tecnologie.

    Dobbiamo capire quali sono le possibilità di intervento, per esempio quali possono essere i luoghi di recupero all’interno di Guastalla.
    Creare una mappatura dei giovani creativi, organizzatori di eventi e artisti che possono apportare idee e cambiamenti alla città.
    Amministratori comunali, artisti, musicisti, architetti, medici, insegnanti, investitori dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e comprendere quali possono essere le strade migliori per integrarsi e crescere assieme nella direzione giusta.

    Antonio, io parto sempre da lontano, sono utopico come dici tu, ma in fondo la pensiamo allo stesso modo, tu sei da sempre la persona concreta che conosco, profondo conoscitore dell’arte di strada e come al solito mi riporti con i piedi per terra, e mi fai pensare a fatti tangibili nostrani e te ne faccio alcuni esempi.
    Perché non esiste più l’unico vero monumento sociale che era l’osteria la Fratellanza?

    Perché La Gnoccata che abbiamo riportato noi di Radio GBR nel 1978 che era fonte di guadagno per il comune, ora perde come un colabrodo ad ogni sua edizione.

    Perché quando giri in via Gonzaga la sera dopo le 20.00 non trovi nessuno, neanche un bar aperto?

    Perché se vai nell’unico centro sociale(il circolo primo maggio) ti guardano come se gli dessi fastidio?

    Perché non abbiamo un cinema?

    Perché l’Ostello è chiuso?

    Perché non esiste un luogo dove poter fare serate culturali con i tuoi artisti, clown e musicanti gitani?

    E ne avrei ancora da dirti

    Sai perche Antonio?

    Perché a Guastalla abbiamo raggiunto la morte sociale grazie ad un tecnico comunale che si chiama Fiorello Tagliavini che non schioda ed è peggio di Andreotti, coadiuvato dall’uscente direttore alla cultura Storchi vero distruttore della sinistra guastallese e perchè abbiamo un direttore della Proloco che si chiama Luciano Cavandoli con moglie e figlio al seguito.

    Ma hanno finito sai Antonio? E’ finita per loro, e se non ci pensa il nuovo sindaco Tenaglia o Benaglia a farli sloggiare ci penso io a rompergli le balle fin che mollano dalla disperazione, mi vesto da Pittima in rosso e gli vado dietro tutto il giorno a massacrargli i cosiddetti.

    Te ne racconto una su Fiorello che si è permesso in campagna elettorale di dirmi che gli remavo contro…..ma io sulla tua barca Fiore non sono mai salito, al massimo mi considero un sommergibile!

    Ma la cosa più importante è che il teatro a Guastalla ha speso tutti quei soldi perché gli spettacoli ad abbonamento chiuso, che quasi nessuno sa che esistono, hanno dei costi stratosferici e sono sempre in perdita, pagati da noi, fuori dal giro, per quei quattro gatti della borghesia guastallese e per il divertimento del Duca Fiorello. Povero Dall’asta dopotutto non è nemmeno colpa sua, la sua unica colpa è quella di aver lasciato fare.

    Beppe dice che cominciano a copiarci le idee:
    MAGARI !!!
    Ma il più delle volte copiano male, forse perché sono troppo impegnati ad occupare la poltrona, e a fare il loro businnes personale, basterebbe che da quella poltrona dedicassero più tempo a parlare con le persone, abitudine che hanno perso da tempo, o andare su internet per cercare di capire, che il mondo è cambiato e non abbiamo altre possibilità di errore.

    Alfredo “Miti” Maturani
    Lista Civica 5 Stelle “Beppe Grillo” Guastalla Liberata

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