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L’inceneritore brucia anche la FOOD VALLEY?

Da poco (11 giugno 2009) si é tenuto, all’auditorium Toscanini di Parma, un incontro-dibattito con esperti (e aziende) sulle possibili implicazioni ambientali, produttive e socio-sanitarie derivanti dall’incenerimento dei rifiuti sul territorio di Parma e non solo.

Moderatore della serata, é stato Manrico Guerra – ISDE Italia – Parma, il quale ha aperto l’incontro con una panoramica della situazione attuale di Parma.
Ha spaziato dal discorso dei rifiuti, che vede un aumento della raccolta differenziata, grazie anche al Porta a Porta applicato nella zona del centro, a fronte di un aumento della produzione dei rifiuti di tipo speciale industriale, allo stato di avanzamento del progetto di costruzione del nuovo inceneritore a livello burocratico, soffermandosi sull’illustrazione della pregiata produzione agricola ed alimentare della zona, grande patrimonio culturale conosciuto in tutto il mondo.
A questo proposito ha citato due leggi che dovrebbero difendere la nostra produzione e la nostra salute:

  • art. 216 RD 1265/34  e DM 05-09-1994 – che definiscono quali sono le industrie insalubri e dettano norme per preservare salute incolumità dei cittadini.
  • art. 21 D.L. 228/01 Norme per la tutela dei territori con produzioni agricole di particolare qualita’ e tipicita’ – che spiega appunto che Stato, le regioni e gli enti locali sono tenuti alla tutela della produzione definendo zone non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

Sarebbe quindi già sufficiente far riferimento a queste norme per capire quanto sia una scelta sbagliata costruire un ‘inceneritore nella zona di Parma… ed, aggiungo io, in quasi tutto il territorio italiano, interamente interessato da produzioni uniche e inestimabili sia dal punto di vista economico che storico e culturale.

Il primo relatore intervenuto é stato Federico Baestrieri – ISDE Italia Cremona – Medici per l’ambiente, che ha trattato l’argomento delle “Emissioni inceneritori e impatto sulla catena alimentare”, di come gli effetti della pratica dell’incenerimento si riperquotono sul nostro organismo, colpendolo soprattutto nello stadio in cui é più indifeso, quello fetale, arrivando a modificare il nostro DNA e di come colpiscano in maniera, ormai nota, ad ogni età sotto forma di tumore.
Mi é rimasto impresso, fra gli altri, il fatto di come le miscele inquinanti prodotte tramite incenerimento siano incontrollabili in quanto di composizione sempre variabile (come variabile é la composizione dei rifiuti conferiti di cui sono appunto il prodotto) ed in quanto non si sappia se agiscono in sinergia, sommando o addirittura amplificando i relativi effetti.

Di seguito Marino Ruzzenenti – Storico, con il tema “Quali verità intorno all’inceneritore più premiato del mondo – la realtà di Brescia”, ha documentato come le promesse fatte, all’alba della costruzione dell’inceneritore, non abbiano coinciso con quanto poi invece dimostrato dai fatti concreti, succeduti nella decina d’anni di funzionamento dell’impianto. Promesse di aria più pulita, grazie al teleriscaldamento alimentato dall’inceneritore, smentite poi dai rilevamenti, promesse di monitoraggio, hanno fatto indagini preliminari sui suoli limitrofi con l’intenzione di confrontarli con successivi controlli periodici…che non sono mai più stati fatti. Ha portato come esempio dei danni provocati dall’inceneritore, fra gli altri, il caso del latte contaminato da diossina. Questo disatro ha coinvolto gli imprenditori agricoli della zona circostante, colpendo gravemente in maniera diretta detti imprenditori, costretti a sopprimere tutti i capi di bestiame contaminato, eliminare il latte prodotto ed infine impedendo loro di produrre ancora latte e colpendo, in maniera indiretta, anche i consumatori di tali prodotti contaminati!

In fine Patrizia Gentilini – ISDE Italia Forlì – Medici per l’ambiente, con “Il caso dei polli toscani alla diossina: controlli e certezze fra luci ed ombre”, partendo dall’esempio del caso di contaminazione da diossine di un allevamento di polli, simile al caso del latte a Brescia ma con la differenza che i polli contaminati non sono neppure stati eliminati!
Da anni la dott. Gentilini sostiene l’argomento della prevenzione primaria come lotta al cancro, cioè mirare ad eliminare direttamente le sostanze tossiche inquinanti che sono fattori scatenanti del cancro e anche l’ordine dei medici dell’Emilia Romagna, ordine dei medici in Francia e di altre nazioni hanno mostrato questa intenzione con richieste di moratoria alla costruzione di nuovi inceneritori.

Gli inceneritori hanno gravi ricadute sulla salute (oltre a quelle economiche), ciò é ormai noto per gli incenetitori più vecchi, per quelli nuovi mancano sufficienti studi epidemiologici che possano sancirlo e quei pochi studi esistenti vengono spesso utilizzati in maniera distorta per assolvere questa tecnologia obsoleta. Tecnologia obsoleta per una soluzione facile, che piace ai governanti ma non ai cittadini e che spreca più energia di quanta non ne produca.
L’enorme business che sta dietro l’inceneritore può spiegare questa sudditanza culturale, scientifica e dell’iformazione, basti pensare che, metre le direttive europee impongono la strada del riciclo, la legislazione italiana rende conveniente bruciare qualsiasi cosa! (vedi ad es. CIP6 che tral’altro ci sono costati anche una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea)

In questa serata siamo stati informati sulle conseguenze delle sostanze prodotte dagli inceneritori, quello di Brescia per esempio trasforma 700.000 ton/anno di rifiuti in una maggiore quantità di emissioni nocive in atmosfera, ceneri tossiche per le discariche ed acqua inquinata.
Maggiore quantità di sostanze in uscita perché il processo di incenerimento richiede l’aggiunta di additivi e acqua…e la legge della conservazione della massa di Lavoisier parla chiaro!

Quindi, come risulta ovvio, tutto ciò che esce dall’inceneritore, e non solo dai camini, ricade sul territorio avvelenandolo per lunghissimi periodi di tempo e contaminando anche gli alimenti che da questo provengono.
Noi siamo l’ultimo anello della catena alimentare e perciò, oltre ad assimilare tramite la respirazione i veleni presenti nell’aria, assumiamo quelli presenti nell’acqua, quelli presenti nei prodotti del terreno contaminato e quelli contenuti nel bestiame di cui ci alimentiamo.

Quando una persona si trova di fronte a queste informazioni come può far finta di niente???…

E’ necessario informarsi ed informare, solo così si forma una coscienza collettiva che possa essere di stimolo ad una seria opposizione a questa pratica così poco intelligente!
A Parma i cittadini informati, riuniti in comitati, stanno lottando contro la costruzione dell’inceneritore proprio con le armi dell’informazione, sui danni devastanti che provoca e sulle possibili alternative che oggi esistono, serve solo un po’ più di volontà per imboccare la nuova strada e percorrerla!
Anche a Trento i cittadini hanno portato avanti una dura battaglia per lo stesso problema, con tanta determinazione ed impegno sono riusciti ad ottenere qualcosa, l’inceneritore infatti non é ancora stato costruito!

Altri LINK interessanti:
Significativa é la lettera di Gavin Newsom, Sindaco di San Francisco, indirizzata al sindaco di Parma.
Qui alcune slide esplicative proiettate durante il convegno.

“Io ho riassunto il convegno riportando quel che più mi ha colpito ma vi consiglio vivamente di guardare i video della serata (vedi la lista dei LINK qui sotto), durano un po’ ma saranno sicuramente una valida alternativa alla serata sul divano a sorbirsi la TV!!!”

Olivia Ardioli

I VIDEO DELLA SERATA:

  1. Prima parte
  2. Seconda parte
  3. Terza parte
  4. Quarta parte
  5. Quinta parte
  6. Sesta parte
  7. Settima parte
  8. Ottava parte
  9. Nona parte
  10. Decima parte (Patrizia Gentilini)
  11. Undicesima parte (Patrizia Gentilini)
  12. Dodicesima parte (Patrizia Gentilini)
  13. Tredicesima parte (Patrizia Gentilini)
  14. Quattordicesima parte (Patrizia Gentilini)
  15. Quindicesima parte (Patrizia Gentilini)
  16. Sedicesima parte

5 commenti

  1. Rifiuti Zero subito, bisogna cominciare a pensare senza discariche e senza inceneritori. Ma ve la immaginate una casa con una pattumiera in sala o con un camino che scarica nella camera da letto?

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