Home / Politica / il Programma: “Acqua bene comune”

il Programma: “Acqua bene comune”


L’Acqua si avvia a diventare un bene di rilevanza economica, una merce e non più un diritto. Dal 2010 la gestione dei servizi idrici sarà messa completamente sul mercato e andrà di fatto nelle mani di società private. Lo stabilisce l’articolo 23bis del famigerato decreto legge 133 (quello che conteneva i primi provvedimenti sulla scuola), approvato dal parlamento con il voto di fiducia il 6 agosto 2008.

La legge approvata ad agosto, nel silenzio dei media e con gli italiani in vacanza, non ha acceso gli animi dell’opposizione. La mercificazione dell’Acqua, già in atto in molte realtà locali, è figlia di interessi trasversali, di una politica subalterna all’economia.
La definitiva privatizzazione dell’Acqua toglierà dalle mani della pubblica amministrazione il controllo e la responsabilità della qualità e dei costi, trasformando una volta di più i cittadini in consumatori. Non sempre privato è sinonimo di efficiente, l’obbligo di ‘fare’ l’utile distoglie risorse dagli investimenti.
La privatizzazione porta con sé un grande interesse per le infrastrutture (nuovi acquedotti, nuove dighe) e poco interesse per il risparmio idrico, per le perdite delle condutture, per la qualità del servizio e dell’acqua erogata. Inoltre il reddito garantito ai privati tramite la gestione dell’acqua è una vera rendita di lusso (7% minimo garantito), e nessun privato ha interesse a fare risparmiare l’acqua ma al contrario a venderne di più e a farla pagare sempre più cara.

Laddove l’Acqua è già in mano ai privati i costi sono sensibilmente aumentati, e i controlli sulla qualità si abbassano in nome del profitto.
La gestione delle reti idriche è uno dei grandi business del futuro e alcune multinazionali sono già all’opera per dividerselo.

Ecco le linee guida riteniamo dovrebbe seguire un Comune per una intelligente gestione di questa preziosa risorsa indispensabile alla vita.

  • Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi.
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni.
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo.
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione, tecnologie caratterizzate da semplicità costruttiva e gestionale, riduzione dei costi di gestione, limitata produzione di fanghi e soprattutto caratteristiche di compatibilità ambientale dell’impianto, a cui sono associati ridotti o nulli consumi energetici.
  • Attività di sorveglianza e procedure di emergenza per la gestione degli inquinamenti da sversamenti occasionali nella rete consortile per prevenire e/o arginare possibili inquinamenti delle falde
  • Riuso dei reflui a fini irrigui sull’esempio del depuratore di Mancasale
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)

Questa operazione di ristrutturazione delle rete idriche e il loro ammodernamento (le perdite medie della rete Italiana è del 47% con delle punte sopra il 60% in certe zone del sud) deve diventare una delle grande opere economiche nazionale italiana finalizzata all’aumento di posti di lavoro nel settore, che tutti noi riteniamo auspicabile in questo momento di crisi economica e lavorativa, al risparmio di un bene finito e al miglioramento della qualità di un bene essenziale alla nostra vita.

A proposito di gestione dell’acqua e del sistema idrico integrato esiste una proposta di legge popolare sostenuta da più di 80 organizzazioni nazionali e più di 1000 associazioni territoriali ma da pochi partiti politici, sostenuta anche da Beppe Grillo e firmata da più di 406.000 cittadini italiani che è stata presentata in parlamento nel luglio 2007 e che propone sinteticamente:

  • L’acqua come bene comune e diritto umano universale
  • 50 litri per persona è il quantitativo minimo vitale giornaliero garantito e gratuito (cioè la quantità considerata minima dall’Organizzazione mondiale della sanità)
  • L’acqua è un bene finito da tutelare e conservare
  • Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità
  • Il servizio idrico deve essere un servizio pubblico privo di rilevanza economica sottratto alle leggi del mercato, e dunque la sua gestione deve avvenire esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico
  • Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati o società per azioni miste pubblico-privato e a società per azioni a totale capitale pubblico
  • I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio devono partecipare attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio
  • Il servizio idrico deve essere finanziato, oltre che dalla relativa tariffa, con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale, con tasse ambientali di scopo.
  • Istituzione di un fondo nazionale che finanzi progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sud del mondo

L’acqua non è una merce ma un diritto, va usata con parsimonia e il Comune a 5 Stelle sarà al fianco dei cittadini nel garantire questo diritto.

Il Blog di Guastalla 5 Stelle è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Guastalla 5 Stelle
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento".

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog NON potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.