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Il principio di precauzione

Si dice che ci troviamo nell’epoca della comunicazione grazie alle centinaia di giornali, alle decine di reti, ad internet, ma proprio oggi leggendo un articolo dell’espresso “Sos bambini – diossina e tumori” alla fine inorridita mi sono fatta una domanda: “perché si legge tanto? Per conoscere, per nutrire l’anima, per crescere, per conoscere la realtà, quindi per educarsi, ma oggi è scattata una molla nella mente “se sappiamo, se ci educhiamo abbiamo anche il compito di educare”.
Personalmente non mi sono mai interessata di politica, anche perché sempre più nei politici che operarano le scelte per la comunità vedo espressioni come il finto compiacimento,a volte espressioni di rabbia, a volte molto personalismo e ormai tutti penso che associno alla parola politica il Potere ma un potere che sembra essere esercitato più per fini personali che per fini collettivi.
E’ umano avere domande come: che cos’è?…. cosa devo fare? ……. Cosa voglio ottenere?……. ma penso che ogni politico dovrebbe pensare e gestire il suo potere per un vantaggio reale che deve essere per tutti.
Mi capita sotto il naso questo trafiletto che parla di una lettera scritta ai principali quotidiani nel 1987 dal professor Lorenzo Tomatis, ricercatore in campo oncologico di fama mondiale che ha posto le basi scientifiche e metodologiche della cancerogenesi, identificando e classificando gli agenti inquinanti e le loro conseguenze per la salute umana., il quale cita questa sua riflessione:” “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”…….. e non è stato ascoltato.

Sono passati più di venti anni da questa lettere, oggi ai nostri giorni molti medici segnalano con una lettera aperta ai maggiori quotidiani la preoccupante ascesa della percentuale dei bambini italiani affetti da tumori correlando la notizia della pubblicazione dei risultati del Rapporto 2008 dell’ AIRTUM (Associazione italiana Registri tumori).

I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’ incremento è addirittura del 3.2% annuo.

Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi 1990-98), Svizzera ( 141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.

Davanti a questi dati sconvolge un’affermazione come quella di Benedetto Terracini che è uno dei luminari dell’epidemiologia dei tumori che ritrovo nell’articolo letto sull’Espresso che afferma “Non si può affermare con certezza che l’aumento sia dovuto all’inquinamento”.

Voglio per un attimo uscire dalle statistiche e dalle ricerche scientifiche e mi chiedo: “Ma il diritto alla Salute non dovrebbe essere primario?”, “…se io pensassi umanamente che un determinato fattore potrebbe danneggiare seriamente la vita, cercherei di evitarlo o comunque di trovare un’altra possibilità?

Così mi chiedo, perché solo pochi sindaci in Italia considerati “ribelli” hanno osato mettere al primo posto la responsabilità che hanno nei confronti dei cittadini senza accettare decisioni che avrebbero terribili conseguenze sui loro territori? E gli altri, perché non accettano minimamente di parlare, capire, o effettuare un serio confronto tra incenerimento e le soluzioni alternative?

Gli inceneritori si sa non sono gli unici a sprigionare Diossina, ma anche le centrali termoelettriche, la combustione del legno e di materiale non biodegradabile, di carbone, di rifiuti speciali come quelli ospedalieri. Comunque parliamo erroneamente di diossina, dovremmo parlare di diossine, in quanto appartengono a questa categoria sembra circa 200 sostanze tossiche che si liberano nell’aria, nell’acqua e che si depositano nel suolo.

Capisco che sarà impossibile arrivare al valore espresso da Greenpeace di portare a livello Zero l’emissione di Diossina, ma mi pare umano cercare di diminuirla ed esistono delle Alternative che già sono praticabili: riduzione dei rifiuti alla fonte incentivando il vuoto a rendere, creando le ricariche, raccolta differenziata dei rifiuti e il riutilizzo e riciclo e la parte residua ridotta al minimo potrà infine essere trattata e stabilizzata con impianti di bioessicazione.

Il principio di precauzione sembra aiutare tutti a pensare di non cadere nella situazione peggiore…….. hanno ragione i vecchi di questa società che ce l’hanno sempre ricordato.,,,,,,,,ritorna quindi la magica parola “prevenzione”, magari prevenzione nelle scuole evitando l’uso di detersivi con solventi aromatici o eliminando materiali che rilasciano formaldeide o in un altro campo ancora come nell’agricoltura controllare i residui antiparassitari.

Rispetto alla prevenzione sempre sull’articolo dell’Espresso trovo un titolo e un sottotitolo che mi lascia l’amaro in bocca: “Lasciate che si ammalino. Qualcuno ci guadagnerà. Il governo ha tolto la prevenzione dalla sua agenda. E le Lobby trionfano”.

Aveva ragione allora venti anni fa Lorenzo Tomatis che affermava che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia.

Ho appena visto due bambini correre su un prato, mentre altri 1500 all’anno circa in Italia lottano per combattere malattie come leucemie, linfomi, sarcomi dei tessuti molli, tumori ossei e renali e non sono meno gli adolescenti 800 circa all’anno e come gli spigheremo un giorno tutto questo, come ci giustificheremo con frasi tipo: “il potere comandava, noi non avevamo voce. Lavoravo tanto e non mi sono reso conto di quello che stava accadendo. O è stata colpa della politica ecc………..” e soprattutto mi chiedo con più coscienza e meno politica o bisogno di potere quanti malati, quanti morti quante sofferenze avremmo potuto evitare.

Ringrazio la Lista Civica 5 Stelle-Guastalla Liberata per avermi permesso di sentire ancora la voce della mia coscienza che ha bisogno degli altri e del confronto per trovare delle reali soluzioni alla Vita.

Ebe Cominotti

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Vedi anche “Le previsioni del cancro”.
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