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il Programma: “Sicurezza”

Siamo governati da politici la cui fedina penale è molto discutibile.
Sono almeno 70 i parlamentari che se non altro per ragioni etiche, non hanno il diritto di operare in settori pubblici.

Sono quegli stessi politici che hanno decretato l’indulto liberando 30.000 delinquenti; che hanno varato leggi e regolamenti che hanno permesso l’ingresso (non sempre legale) di un numero di stranieri superiore a quello che l’organizzazione sociale italiana poteva assorbire (Nel 1991 è iniziato l’esodo degli Albanesi verso le coste italiane, e dopo 7 anni, il fenomeno era ormai strutturale ma veniva ancora gestito come emergenziale. A distanza di 20 anni dai primi fenomeni d’immigrazione di massa le sanatorie costituiscono l’unica modalità con cui si cerca di tamponare un’irregolarità crescente che paradossalmente è frutto di politiche proibizionistiche).

Sono quegli stessi politici che costano al cittadino il 47% del PIL e tagliano anno dopo anno i fondi per le forze dell’ordine e le politiche sociali.
Che varando leggi per depenalizzare e/o evitare processi a sé stessi, hanno ridotto il sistema giudiziario italiano ad una macchina lentissima e pesante che quasi garantisce l’impunità o l’immediata scarcerazione a chi delinque.

Il problema della sicurezza è uno dei tanti che è “scoppiato in mano” ai politici, i quali hanno cercato di arginarlo con metodi che di fatto l’hanno peggiorato: hanno diffuso un sentimento di xenofobia e istituito delle ronde che tanto ricordano le camicie nere.
Sono rimedi simili alla medicina che elimina i sintomi senza curare minimamente la malattia .

Una lista civica, non “partiticizzata”, i problemi li vuole e li deve affrontare in modo diverso, perché non ha interessi personali da difendere ma è composta da normali cittadini che vogliono il benessere per la cittadinanza, essendone parte a tutti gli effetti, vivendone tutti i normali disagi e le quotidiane difficoltà.

Per questo anche il problema sicurezza lo affronta in modo diverso, analizzandone la causa e cercando di intervenire su di essa:

L’illegalità, la piccola delinquenza e il vandalismo sono la prima espressione del disagio proveniente dalle situazioni di miseria (economica, culturale e sociale) e sono direttamente proporzionali al degrado dei quartieri dove si manifesta.

Proponiamo quindi:

  • Sostegno alle fasce socialmente ed economicamente più deboli.
  • Integrazione e coinvolgimento della popolazione straniera e non nelle iniziative della città.
  • Educazione alle nostre leggi e regole spesso molto diverse da quelle del paese di provenienza.
  • Incentivazione al “ripopolamento” delle strade cittadine con manifestazioni ed eventi culturali, lasciando ampio spazio alle varie associazioni presenti sul territorio.
  • Sostegno al commercio nelle vie cittadine, fuori dai centri commerciali e dalla grande distribuzione.
  • Censimento delle abitazioni sfitte e delle situazioni d’illegalità abitativa.
  • No ai ghetti. Nessuna area deve degradarsi fino al punto di trasformarsi in un ghetto, ricostruire se necessario, limitando alla radice i disagi condominiali dovuti alle morosità nei conti condominiali. I soldi vanno spesi anche in periferia!
  • Istituzione d’un consultorio per giovani con presenza di varie figure professionali preposte ad affrontare i disagi giovanili (psicologo, alimentarista, sessuologo…)

Tutte queste misure vanno affiancate al lavoro di vigili urbani e forze dell’ordine coordinate, che devono diventare non solo agenti di repressione, ma soprattutto di educazione.

Il termine Sicurezza non investe solo queste tematiche ma per esempio anche la protezione da eventi naturali e a tal proposito è da prevedere un potenziamento della protezione civile e la redazione di un piano di emergenza / evacuazione per il Comune.

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