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il Programma: “Rifiuti Zero”

La maggior parte dei rifiuti soldi urbani (oltre il 90%) che finisce in discarica o nell’inceneritore sono composti da materiali riciclabili e riutilizzabili, infatti, le statistiche ci dicono che ogni cittadino italiano produce in media 1,5 Kg di rifiuti al giorno e che questi sono così composti: materiale organico 35%, carta e cartone 21%, plastica 13%, vetro 12%, verde e legno 7%, metalli 6%, altro 6%.
Capite bene che se invece di rifiutare questi materiali noi facciamo in modo di riammetterle nel sistema produttivo, dall’oggi al domani avremmo una diminuzione i rifiuti di oltre il 90%.
Naturalmente potremmo aumentare ancora questa percentuale, riducendo la produzione di rifiuti.

  • Come? Semplicemente imparando a produrre ed utilizzare le risorse con responsabilità. Evitare i prodotti usa e getta che dovrebbero essere riservati esclusivamente al campo sanitario, evitare ove possibile i contenitori utilizzando distributori alla spina oggi esistenti per qualsiasi prodotto (latte, detersivi, shampoo, etc.), bere acqua del rubinetto, evitare l’uso di sacchetti di plastica, preferire prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, numerose le certificazioni attestanti la tutela ambientale, evitare l’acquisto di prodotti tossici e comunque non riciclabili, spingere le aziende a non produrre prodotti non riciclabili riutilizzare ciò che ha ancora valore, con i mercatini dell’usato.
    Pagare per sotterrare e bruciare o guadagnare (anche e soprattutto in salute) con Rifiuti Zero?
    Siamo noi che possiamo fare queste scelte e, se possiamo, dobbiamo!!!
  • Riduciamo i nostri rifiuti. Prendere accordi con negozi o catene di distribuzione per permettere ai Cittadini di trovare al Supermercato detersivi alla spina e prodotti sfusi in genere, bevande con vuoto a rendere, prodotti senza imballaggio o con confezioni biodegradabili, pannolini ecologici o lavabili. Questa iniziativa farà risparmiare il consumatore oltre che ridurre il peso dei rifiuti.
  • Acqua del rubinetto. Il consumo di acqua in bottiglia rappresenta una delle principali fonti di produzione di rifiuti urbani e di spesa, perdita di tempo e disagi per i cittadini (anche di salute). Senza dimenticare inquinamento e traffico causato dal trasporto.
    L’acqua dei nostri rubinetti è già di buona qualità e molto controllata, ben più delle acque in bottiglia, ma il suo “sapore” non la rende “competitiva” con le acque in bottiglia.
    Il Comune potrebbe investire su pacchetti offerti da società che producono sistemi domestici di trattamento delle acque come un Gruppo di Acquisto (massa critica), le società forniscono un servizio ai cittadini più conveniente rispetto all’acqua in bottiglia, il ritorno economico viene reinvestito dal Comune in progetti di risparmio idrico, che evitano milionari interventi di potenziamento degli acquedotti.
    Eliminazione acqua in bottiglia dalle spese comunali (asili, scuole, enti).
  • Estensione della raccolta differenziata porta a porta in tutto il Comune comprese le frazioni (privati, edifici pubblici, scuole, ospedale, luoghi sportivi) come fa Viadana dal 2009. In questo modo si potrà raggiungere l’85% di raccolta differenziata in poco tempo. Non raggiungibile con i cassonetti.
    Successiva applicazione della tariffa puntuale: un metodo per premiare i comportamenti virtuosi, piu’ ricicli meno paghi!!!
  • Costruzione di un impianto di CompostaggioDigestione Anaerobica con altri comuni della Bassa per crerare compost per i campi (meno fertilizzanti chimici) e biogas dagli scarti organici, agricoltura e da cucina.
  • Compostaggio. Bonus fiscali sul pagamento della Tarsu alle famiglie che riciclano in casa, in appositi contenitori, i rifiuti organici, da cui deriva humus per la concimazione del terreno (vedi il comune di Colonnella o Viadana). Eventuale estensione anche agli enti pubblici quali scuole (dove tale pratica avrebbe anche un valore educativo), mense e ospedali.
  • Accordo con imprese per costruzione di un moderno Centro Riciclo modello “Vedelago” per i Comuni della Bassa dove si ricicleranno anche gli scarti plastici, cartacei, prima “non riciclabili” che in questo modo potranno essere riutilizzati trasformandoli in sabbie sintetiche per l’edilizia (ed evitando escavazioni nel Po) e per l’industria plastica. Così facendo gli scarti non saranno nè seppelliti (discarica) nè bruciati (inceneritore).
  • Negozi del Riciclo. La libertà di poter vendere i propri rifiuti, che tali non sono. Lattine, barattoli, bottiglie, hanno un valore di mercato.
  • Cambio/scambio. Prevedere sul portale web del Comune, uno spazio dedicato a ricerca ed offerta a titolo gratuito di oggetti ancora utilizzabili.
  • Posti di lavoro ed una nuova economia. Per esempio con il porta a porta si creano 2 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti. A Guastalla questo vorrebbe dire nuovi 30 posti di lavoro.

Tutta questa serie di comportamenti tende a ridurre la nostra dipendenza da discariche e inceneritori con un indubbio vantaggio economico e salutare.
Lo fa una metropoli come San Francisco in California non ci puo’ riuscire Guastalla?

8 commenti

  1. Marco Dallai

    Ciao Renato!!!
    prima di tutto grazie della partecipazione.
    La tua informazione è molto utile ed interessante.

    L’acqua è un bene primario e soprattutto pubblico. Non possiamo permettere che diventi un affare privato.

    Noi daremo battaglia per questo!!!

    p.s.
    CREPI!!!!!!
    In merito alle elezioni, ti possiamo assicurare che comunque vadano noi ci saremo sempre. NON MOLLEREMO di certo, in nessun caso!!!
    Non disponiamo di mezzi economici come i partiti (che sono finiti… “morti”), ci autofinanziamo in tutto e per tutto, ma siamo certi che grazie al PASSAPAROLA di persone interessate come Te, INSIEME ce la potremo fare.
    Grazie

  2. Renato Marchesi

    A proposito di acqua del rubinetto, ho scoperto proprio questo weekend che a Padenghe sul Garda, il comune ha messo a disposizione dei cittadini un punto di distribuzione gratuita di acqua depurata, liscia e gassata.E’ facile da trovare per via della fila di gente che si forma davanti.Mi è sembrata una gran bella idea, come potrebbe esserlo un contributo all’installazione di impianti privati.
    P.S.: in bocca al lupo per le elezioni!!!

  3. Marco Dallai

    Ciao Stefania,
    prima di tutto grazie per la tua attenzione e partecipazione.

    Ecco alcuni motivi per bere l’acqua del rubinetto.

    E’ sicura e controllata, e spesso i parametri che deve rispettare sono più restrittivi di quelli applicati alle acque minerali.

    I controlli pubblici sono più frequenti e accurati per l’acqua dell’acquedotto, per cui non è detto che le acque minerali siano più salutari. Ricorda che le bottiglie d’acqua minerale possono rimanere per mesi sugli scaffali del supermercato o esposte al sole, con GRAVI alterazioni delle proprie caratteristiche chimiche. Spesso le acque minerali contengono quantità di arsenico e manganese – sostanze considerate pericolose per la salute da OMS e FAO – rispettivamente fino a 5 e fino a 40 volte superiori rispetto all’acqua del rubinetto – l’ideale sarebbe farla analizzare per avere un quadro esauriente della situazione.

    L’unico problema può essere rappresentato dall’uso eccessivo di cloro nel trattamento dell’acqua di rubinetto, che potrebbe renderla di sapore poco gradevole. In questo caso è sufficiente lasciarla in una caraffa per circa 10 minuti affinché il cloro evapori.
    Altrimenti si potrebbe acquistare un depuratore domestico (come già specificato nel nostro programma).

    Risultato: meno bottiglie in PET, meno trasporti e meno petrolio per tutti.

  4. cheti manghi

    da “l’informazione di reggio emilia ” di oggi, esponendo i punti programmatici, la lista “Reggio libera Reggio ” scrive:

    Vi è l’uso consapevole ed economico delle risorse ambientali…(omissis)…; magari invece del nuovo inceneritore si potrebbero “costruire piccoli termovalorizzatori di quartiere “……….

    quando si hanno le idee chiare….!!!!!!

  5. cheti manghi

    io lo faccio:
    bevo solo e unicamente acqua di rubinetto e faccio la raccolta differenziata , talmente differenziata da scomporre gli imballaggi prima di gettarli.Compreso i pacchetti di sigarette : carta-stagnola-plastica .Per riempire una normale pattumiera di non riciclabile, a casa nostra ci vogliono circa 4 settimane, forse di più.

  6. Stefania Spagnolo

    sono tutte cose in cui credo. metterle in pratica è possibile? c’è chi lo fa. per esempio vorrei berla l’acqua del rubinetto, voi lo fate?

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